Meno grassi, più qualità: come cambia la carne bovina


Carne bovina sempre meno grassa e con maggiori proprietà nutrizionali quella che arriva oggi sulle nostre tavole. Lo assicurano i dati presentati durante il convegno ‘Beef Quality tra percezione e realta’ ‘, organizzato da Assocarni, Eblex ed Eurocarni, oggi a Roma. ”Grazie a sistemi di alimentazione degli animali sempre più controllati, la carne bovina oggi offerta al consumatore è un prodotto ancora più magro ed in grado di rispondere perfettamente alle moderne esigenze nutrizionali” evidenzia Assocarni. In Italia si consumano 22,8 chilogrammi di carne bovina a testa, a metà della classifica, tra il picco dell’Argentina (69,5 kg) e la media Ue (16,5%). “Recenti studi hanno evidenziato vantaggi per la salute legati al consumo di carne bovina in termini di controllo del peso – ha evidenziato Franca Marangoni, della ricerca per Nutrition Foundation of Italy – attribuibili sia alla bassa densità energetica dell’alimento in sé, sia agli effetti sul senso di sazietà e sulla regolazione dei meccanismi della fame e dell’appetito”. La carne bovina si costruisce nelle diverse fasi che caratterizzano il processo produttivo, dall’allevamento fino alla distribuzione del prodotto sul punto vendita. Un concetto articolato per gli operatori, che da monte a valle della filiera si passano idealmente di mano un testimone, la qualità, ottenuta in ogni singola fase del processo, sinonimo di attenzione, eccellenza, sicurezza alimentare, efficienza. Le componenti che determinano la qualità della carne bovina sono certamente la razza e l’alimentazione ma “le modalità di lavorazione e di raffreddamento delle carni da parte dell’industria sono indispensabili per ottenere delle carni veramente tenere e saporite” ha spiegato Jeff Wood, Professore dell’Università di Bristol . Laurie Ibbotson, della catena distributiva inglese Waitrose, e Marco Guerrieri, della catena distributiva italiana Coop Italia, hanno invece evidenziato come per entrambe le catene distributive i controlli comincino sin dalle prime fasi produttive in allevamento al fine di garantire al consumatore un prodotto di alta qualità ottenuto nel rispetto del benessere degli animali e dell’ambiente. “La carne bovina, anche per il ferro che contiene, è insostituibile soprattutto nella prima infanzia” – ha affermato Agostino Macrì in rappresentanza dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sui dibattiti riguardanti l’alimentazione, però” – ha sottolineato Macrì – “sempre più spesso intervengono pseudo scienziati di estrazione la più varia e colorita che attribuiscono pericoli per la salute ad alcuni alimenti, creando sconcerto nel consumatore”. Egli ha pertanto richiamato l’attenzione dei media sulla necessità che questi ultimi attingano le informazioni a carattere scientifico solo da fonti autorevoli, come ad esempio l’Agenzia europea dell’Alimentazione (Efsa).

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