Meno uva, il lambrusco costerà di più

Cala la quantità, ma non la qualità, dell’uva raccolta dalla cantine sociali modenesi. Lo afferma Confcooperative Modena, che ha raccolto e analizzato i dati della vendemmia delle cinque cooperative vitivinicole aderenti, le quali lavorano il 60 per cento dell’uva complessivamente coltivata nella nostra provincia. Quest’anno il prodotto conferito negli stabilimenti modenesi delle Cantine S. Croce di Carpi, Sociale di Carpi, Sorbara, Settecani di Castelvetro e Formigine Pedemontana ammonta a 645.679 quintali, con una diminuzione del 14 per cento rispetto al 2010. «Quest’anno la vendemmia è stata difficile – dichiara Carlo Piccinini, presidente della Cantina di Sorbara e del settore vitivinicolo di Confcooperative Modena – Le condizioni climatiche che abbiamo avuto nel periodo vendemmiale, caratterizzate da temperature molto più alte della media stagionale, hanno provocato un calo della produzione in tutta Italia e nella nostra provincia in particolare. Questo comporterà un aumento dei prezzi all’ingrosso, che possiamo stimare in un + 15 per cento; per l’imbottigliato, però, i rincari saranno inferiori, anche a causa della crisi. Il Lambrusco, comunque, continua a essere molto richiesto anche all’estero. A metà primavera le nostre cantine avevano giù venduto tutta la produzione della vendemmia 2010. Per questo – conclude il presidente del settore vitivinicolo di Confcooperative Modena – pensiamo che il mercato potrà assorbire un lieve aumento dei prezzi».

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