MERCATO DEL LATTE IN DIFFICOLTA’: L’UE CERCA SOLUZIONI

bovini latteCosa prevede di fare l’Unione europea per sostenere gli allevatori e stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari nell’attuale difficile situazione di crollo dei prezzi? Vediamo qualche dettaglio della proposta sul latte, appena pubblicata dalla Commissione europea. Innanzitutto, i principi cardine: strumenti come l’intervento, gli aiuti all’ammasso privato e le restituzioni all’esportazione resteranno i cardini della politica sul latte. Inoltre, saranno velocizzati i pagamenti diretti ai produttori e avviati nuovi programmi di promozione dei prodotti lattiero-caseari, anche sui mercati extra-europei. I prelievi versati dai produttori che superano le quote latte saranno destinati al finanziamento dell’abbandono volontario della produzione di latte. Sarà esteso il quadro temporaneo di crisi sugli aiuti pubblici ai produttori del settore. Resteranno inalterate le decisioni già adottate sul sistema delle quote-latte, che vengono aumentate gradualmente negli anni e spariranno entro il 2015.
Ma il Parlamento europeo, nella sua commissione agricoltura presieduta dall’italiano Paolo De Castro, ex Ministro agricolo, e in un dibattito con i rappresentanti dei produttori, ha ritenuto insufficienti le misure proposte nel momento attuale di prezzi molto bassi. I produttori europei hanno chiesto di bloccare il 5% di quote per incoraggiare a una minor produzione.
“Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare i produttori di latte ad affrontare l’attuale rovinoso crollo dei prezzi” ha dichiarato Mariann Fischer Boel, Commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale. “Continueremo ad avvalerci di tutte le misure in nostro possesso per stabilizzare il mercato ma, come ha chiaramente indicato il Consiglio dei Ministri europei dell’agricoltura, non ritorneremo sulla decisione di sopprimere progressivamente le quote di produzione. Se messa in discussione, questa scelta politica creerebbe solo incertezza e non contribuirebbe in alcun modo a migliorare la situazione.”
Ecco quindi le misure proposte dall’esecutivo comunitario. Sul burro: la Commissione ha attivato il regime di aiuti all’ammasso privato all’inizio di gennaio e finora quest’anno sono già state ammassate 113.500 tonnellate di prodotto. Tale regime sarà prorogato fino a febbraio 2010. Il 1º marzo sono stati avviati gli acquisti all’intervento per il burro e il latte scremato in polvere e la Commissione ha proposto di prolungarli fino al 28 febbraio 2010, quando avrà inizio il nuovo periodo di intervento. La Commissione intende fare la stessa cosa nel corso del 2010 se la situazione del mercato lo richiederà. Finora sono state acquistate all’intervento 81.900 tonnellate di burro e 231 000 tonnellate di latte scremato in polvere.
Nel mese di gennaio sono state ripristinate le restituzioni all’esportazione di prodotti lattiero-caseari. Il loro livello è stato mantenuto moderato in modo da permettere agli esportatori europei di essere competitivi senza abbassare i prezzi sul mercato mondiale. Le restituzioni saranno concesse per tutto il tempo necessario.
In virtù della crisi, quest’anno gli Stati UE potranno versare il 70% dei pagamenti diretti agli agricoltori già a partire dal 16 ottobre anziché dal 1º dicembre. Gli Stati potranno anche autorizzare a concedere aiuti de minimis oppure prestiti alle condizioni di mercato per aiutare i produttori di latte con problemi di liquidità.
Un altro tema di discussione è quello degli aiuti di Stato, nel quadro temporaneo di crisi. Si prevede, ad esempio, il versamento di un importo fino a 15.000 euro per agricoltore entro la fine del 2010, da cui vanno dedotti gli eventuali aiuti de minimis da questi percepiti.
Inoltre, la Commissione ha appena proposto una serie supplementare di programmi di promozione dei prodotti lattiero-caseari. Anche il regime di distribuzione gratuita di latte nelle scuole è stato recentemente migliorato e si sta esaminando come renderlo ancora più interessante per ampliare il numero di scuole coinvolte.
Anche la politica dello sviluppo rurale prevede una serie di misure per contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario: è possibile spendere per la ristrutturazione di questo settore parte delle risorse supplementari versate al Fondo dello sviluppo rurale. Altre opzioni sono il prepensionamento, il sostegno agli investimenti, i pagamenti a favore dei produttori di latte stabiliti in zone svantaggiate, il sostegno a favore di una produzione lattiera rispettosa dell’ambiente e aiuti a favore delle pratiche destinate a migliorare il benessere degli animali.
È in via di elaborazione anche un nuovo sistema di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari. A questo riguardo, si stanno esaminando anche le pratiche anticoncorrenziali all’interno della catena di approvvigionamento alimentare, in particolare nel settore dei prodotti lattiero-caseari. Se si riscontrasse un malfunzionamento della concorrenza, la Commissione europea non esiterà a far valere le rigorose regole in materia previste dal Trattato UE.
Sulle quote, modificare il sistema significherebbe non rispettare i risultati già ottenuti per stabilizzare il mercato. È quindi esclusa l’opzione di un’eventuale riduzione delle quote o di un “congelamento” degli aumenti già approvati. Già oggi la produzione è di 4,2 punti percentuali inferiore alla quota. La Commissione propone di autorizzare gli Stati a riscuotere un prelievo eccezionale dai produttori che superano la quota individuale loro assegnata e a utilizzare tali risorse per finanziare l’abbandono volontario della produzione di latte oppure per ridistribuirle a determinati gruppi prioritari.

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