Miele: a rischio l’Italia dei castagni

L’Italia dei castagni, che con i suoi 800.000 ettari è prima in Europa per estensione (15% dell’intera superficie boschiva italiana), rischia di scomparire: lo dicono le api, ‘sentinelle’ ambientali per eccellenza, che non riescono più a trovare fiori da impollinare per produrre una delle varietà di miele più amate. E’ l’allarme lanciato dagli apicoltori italiani riuniti negli stati generali del settore nel corso della ‘Settimana del Miele’ di Montalcino. In una produzione 2011 stimata sui 130.000 quintali che vede scendere in campo 75.000 apicoltori con 1,1 milioni di alveari (valore del business del miele circa 2,5 miliardi di euro), il rischio è di perdere una delle eccellenze del miele made in Italy, il castagno, per l’inesorabile diffusione del cinipide, parassita che provoca il disseccamento di gran parte delle chiome, distruggendo questa specie vegetale, che rappresenta uno dei principali componenti del nostro equilibrio idrogeologico e che fornisce uno dei prodotti più importanti e diffusi da sempre nella nostra alimentazione. “La speranza degli apicoltori – spiega Francesco Panella, presidente di Unaapi – è tutta riposta nella celere diffusione di un predatore del parassita, un insetto che viene allevato e lanciato in tutto il Paese dalle amministrazioni regionali – in coordinamento con il Ministero dell’Agricoltura – per realizzare la lotta biologica. Contenimento che può dare importanti risultati solo se verrà sufficientemente diffuso lo specifico predatore. E a rischio, non c’é solo il miele di castagno, ma anche l’eucalipto: negli oltre 60.000 ettari a eucalipto del nostro Paese si è diffuso quest’anno un parassita ‘d’importazioné (un insetto simile ad una piccola vespa) che provoca effetti disastrosi, prima con defogliazione e quindi con la morte delle piante”. (ANSA).

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