Miele: un business da 60 milioni di euro, ma i parassiti minacciano le eccellenze

Una produzione 2011 stimata sui 130.000 quintali: il business del miele italiano vale 60 milioni di euro e vede scendere in campo 75.000 apicoltori con 1,1 milioni di alveari. Ma il valore reale supera i 2,5 miliardi di euro se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura. I dati sono stati diffusi in occasione della “Settimana del miele” in programma a Montalcino dal 9 all’11 settembre. Dal miele di acacia al millefiori, da quello di sulla all’eucalipto, l’Italia è Paese leader della qualità e della varietà, nonostante la quale il Belpaese importa il 50% del fabbisogno nazionale, esportando, secondo le stime, poco più di 3 milioni di chili. E dopo un’ottima primavera, che ha visto un abbondante raccolto di acacia – la tipologia più amata dagli italiani – il raccolto dei mieli estivi da parte delle instancabili api, che nonostante il caldo non si sono concesse ferie, si attesta nella media nazionale. Ma quest’anno il rischio è di perdere due eccellenze del miele made in Italy, il castagno e l’eucalipto, a causa di parassiti che stanno distruggendo queste specie vegetali.

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