Migliorano le acque in Italia. In testa Emilia Romagna e Veneto

Sardegna‘Bollino blu’ di qualità alle acque italiane: i mari, ma anche i fiumi e i laghi del Belpaese, sono infatti promossi nella maggioranza dei casi a pieni voti per salubrità ai fini della balneazione. Il 96,6% delle acque di balneazione italiane è risultato infatti a norma nel 2012, con un incremento del 4,7% rispetto al 2011. Il dato emerge dal Rapporto 2013 del ministero della Salute sulla qualità delle acque di balneazione in Italia, presentato dal ministro Beatrice Lorenzin. Nonostante il dato positivo, nella classifica l’Italia resta però dietro paesi come Grecia e Portogallo. Il Rapporto ha anche censito la presenza di 61 punti di balneazione non conformi, l’1,3%, e di un”acqua chiusà alla balneazione, e si basa sui dati forniti dalle Regioni su 5509 punti di balneazione in tutta Italia, di cui 4880 costieri e il resto lacustri o fluviali (che rappresentano più di un quarto di tutti quelli registrati in Europa). La classificazione delle acque è definita sulla base delle concentrazioni di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli come riportato nella nuova Direttiva Ue del 2006. I dati sono più che positivi: la percentuale di acque di qualità ‘eccellente’ sulla base delle analisi è l’85,1%, mentre il 10,9 è ‘buona’ o ‘sufficiente’. Il nostro paese si piazza così al di sopra della media europea per quanto riguarda la qualità delle acque, ma risulta tuttavia dietro a Cipro e Lussemburgo, che hanno il 100% di punti di balneazione eccellenti, e anche dietro Malta, Croazia, Germania, Grecia e Portogallo. Va però precisato, rilevano gli esperti, che l’Italia ha un’estensione costiera tra le maggiori, con circa 8000 km di coste. Quanto alla classifica regionale, due sono le Regioni che hanno il 100% di acque conformi ad un livello ‘eccellente’, ovvero Emilia Romagna e Veneto, mentre i punti di balneazione peggiori sono per le zone costiere quelli dell’Abruzzo (la percentuale di conformità è dell’84.75%) e per le zone interne quelli del Lazio (sono conformi per il 75%).
Spiccano alcune differenze, sia pure lievi, tra le varie regioni: ad esempio, la Sardegna totalizza una percentuale pari al 92,73% di acque marine ad un livello ‘eccellente’ sulla base dei parametri delle analisi svolte; percentuale inferiore a quella, ad esempio, di Emilia Romagna e Veneto (che raggiungono il 100%). Tale differenza ‘in negativo’, riscontrabile anche per altre regioni note per le loro spiagge come la Sicilia, ha però una spiegazione: “Innanzitutto – rileva il direttore dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco – va considerata, nella lettura dei dati, la maggiore o minore estensione costiera di una regione rispetto ad un’altra”, perché maggiore è l’area costiera più alta sarà la probabilità di contaminazioni
“Non solo c’é stato un miglioramento, ma siamo praticamente tra i primi in Europa per la balneabilità delle acque marine e anche per lo stato delle acque interne – ha commentato Lorenzin -. E’ un dato che possiamo trasmettere con grande soddisfazione non solo ai cittadini ma anche ai milioni di turisti che da tutto il mondo vengono a trascorrere le vacanze in Italia”. Quest’anno, inoltre, dal ministero arriva una novità: nasce la versione mobile del Portale acque di balneazione del dicastero, una applicazione mobile-site progettata per essere fruibile direttamente dai principali dispositivi mobili (Android, Blackberry, Ios, Windows mobile). Il cittadino potrà localizzare su una cartografia le aree di balneazione e consultare tutte le informazioni riguardanti la balneabilità. Inoltre potrà verificare eventuali divieti di balneazione, i risultati analitici del monitoraggio, le informazioni ambientali ed eventuali criticità relative alla specifica zona. L’applicazione consente anche di inviare una e-mail per eventuali segnalazioni. Si tratta, ha sottolineato Lorenzin, di “una nuova app che il cittadino potrà usare e grazie alla quale potrà consultare dati reali che vengono aggiornati nella stagione in corso”.
Per quanto riguarda i mari, queste, regione per regione, le percentuali di conformità per la balneazione in una classe giudicata ‘eccellente’: Abruzzo 49,15%; Basilicata 96,67%; Calabria 88,79%; Campania 70,57%; Emilia Romagna 100%; Friuli Venezia Giulia 91,23%; Lazio 63,14%; Liguria 81,77%; Marche 74,17%; Molise 75,76%; Sardegna 92,73%; Puglia 94,51%; Sicilia 89,93%; Toscana 90,16%; Veneto 100%. Queste invece le percentuali di conformità per la balneazione ad una classe ‘eccellente’ in relazione alle acque interne (laghi e fiumi): Friuli Venezia Giulia 55,56%; Abruzzo 80%; Bolzano 92,31%; Lazio 68,61%; Lombardia 76,79%; Marche 28,57%; Piemonte 58,95%; Trento 81,58%; Umbria 95,24%; Veneto 98,63%; Toscana 87,50% (ANSA).

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