Milleproroghe, i commenti delle organizzazioni agricole. Gasolio e zucchero al centro delle polemiche


E’ polemica nel mondo agricolo per l’esclusione dal decreto Milleproroghe degli emendamenti relativi al bonus gasolio per le serre al comparto bieticolo-saccarifero. Un no che suona come un veloce e disordinato ripensamento visto che solo ieri le misure sembravano destinate ad essere accolte.

La posizione di Copagri:
”Il no agli emendamenti sul bonus gasolio da serre e sul bieticolo saccarifero, dopo che ieri sulle stesse materie era pervenuto un nulla osta, configura una politica schizofrenica che e’ figlia del totale disinteresse politico istituzionale per l’agricoltura”. Lo dichiara il presidente di Copagri, Franco Verrascina, dopo che gli emendamenti ‘agricoli’ al Milleproroghe sono stati respinti in Senato. ”Confidiamo vivamente in un ulteriore, positivo e definitivo ripensamento – aggiunge Verrascina – ma certo e’ che il segnale e’ nuovamente negativo e non puo’ che acuire la sfiducia e lo scoramento dei produttori agricoli italiani. Con tale conduzione politica, se cosi’ si puo’ chiamare, ci chiediamo come gli interessi della nostra agricoltura potranno essere degnamente tutelati anche in sede di negoziato Pac”. ”Rischiamo grosso in Italia e in Europa – conclude Verrascina – e cio’ mentre l’intero mondo agricolo procedere all’unisono verso posizioni unitarie, togliendo ogni alibi a chi invocava intenti comuni. Ci riserviamo di valutare meglio il quadro e di discutere con i partner della produzione eventuali iniziative di rivendicazione”. (ANSA).

Il commento della Cia:
”La misura e’ ormai colma. Cosi’ si distrugge l’agricoltura. Migliaia di imprese sono a serio rischio chiusura. Il ministro Giancarlo Galan deve intervenire immediatamente e fare in modo che anche per gli agricoltori arrivino concrete risposte”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla discussione in Senato del ”Milleproroghe”, durante la quale nei giorni scorsi erano stati accolti i provvedimenti relativi al ‘bonus gasolio’, al comparto bieticolo-saccarifero e alle Associazioni allevatori (Apa) e che ora sono stati cancellati o accantonati. ”Se ancora una volta i problemi del settore verranno completamente ignorati – aggiunge Politi – scenderemo in piazza. Faremo sentire la voce della protesta in modo fermo e determinato. Siamo stanchi delle prese in giro, delle promesse mai mantenute, degli interventi che prima ci sono e poi scompaiono senza alcun perche’. Il governo non si puo’ sottrarre alle sue responsabilita”’. ”In questi anni – prosegue Politi – abbiamo assistito solo a siparietti. Da una parte il governo a promettere, in testa il premier Silvio Berlusconi, dall’altra, gli agricoltori ad operare in un contesto pieno di ostacoli, impossibilitati a competere sul mercato. Non solo. I soldi si sono trovati unicamente per favorire un partito politico e per premiare i furbi, gli evasori, quelli che non hanno rispettato la legge. La vicenda delle quote latte e’ ben nota a tutti”. ”Negli ultimi dieci anni – conclude il presidente della Cia – oltre 500 mila imprese sono state costrette a chiudere. Se si continua cosi’ si decreta la fine dell’agricoltura. Il ministro Galan si faccia sentire una volta per tutte”.(ANSA).

Le parole di Copagri:
”L’esclusione dal ‘Milleproroghe’ dei provvedimenti dedicati al comparto bieticolo-saccarifero, al ‘bonus’ gasolio per serre e alle Associazioni allevatori e’ un episodio estremamente grave”. Lo afferma Confagricoltura, sottolineando che a a cio ”si dovra’ assolutamente porre rimedio se non si vuole dichiaratamente cancellare dal panorama dell’economia italiana un settore gia’ duramente provato dalla crisi ed escluso dalla concessione di incentivi fiscali, come quelli attribuiti all’industria e al commercio”. Confagricoltura sottolinea l’importanza di portare avanti quegli interventi ”per i quali ci siamo a lungo battuti, nelle sedi istituzionali e nelle piazze, a partire dalla primavera del 2010”. ”L’agricoltura – prosegue l’organizzazione degli imprenditori del settore – si e’ dimostrata in grado di contribuire al raffreddamento dell’inflazione e a frenare l’emorragia dell’occupazione, nonostante il salatissimo prezzo in termini di reddito che le imprese hanno dovuto pagare ed ora si trova di fronte ad una ennesima porta chiusa, che la esclude anche dalle minime possibilita’ di rilancio”. ”Una situazione – conclude Confagricoltura – definita a suo tempo ‘tragica’ dallo stesso ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan, che si e’ ampiamente speso sin dall’inizio del suo mandato per un riequilibrio delle risorse in favore della filiera agroindustriale”. (ANSA).

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