Minicaseifici nei ristoranti. Se ne parla alle Fiere Zootecniche di Cremona

casaro2Minicaseifici anche dentro i ristoranti. Una nuova tendenza di cui si parlerà, fra l’altro, alle Fiere zootecniche internazionali di Cremona quest’anno in programma da mercoledì 22 a sabato 25 ottobre anche per accogliere più visitatori stranieri.
Si parla di 3.000-3.500 minicaseifici attivi in Italia, una realtà in continua crescita che si sta allargando anche alla ristorazione: locali attrezzati con piccoli laboratori di produzione hanno aperto da Milano ad Aversa, dal Salento alla Val di Fassa. Questi piccoli laboratori artigianali sono capaci di produrre e servire in tempo reale, mostrando tutte le fasi di lavorazione, formaggi molli (stracchini, caciotta, formaggi a crosta fiorita), a pasta filata (mozzarella, caciocavallo) e ricotte prelibate.
Ciò che rende interessante il settore è che le trasformazioni casearie non prediligono solo gli storici formaggi stagionati, ma da tempo riguardano anche i formaggi freschi, erborinati, muffettati, lo yogurt e perfino il gelato. I risultati organolettici sono di tutto rispetto e capaci di andare incontro alle esigenze alimentari dei consumatori di oggi.
In tempi non facili per la zootecnica italiana, la trasformazione del latte in azienda è un’opzione interessante per integrare il reddito dell’allevamento e per questo Expocasearia (IV edizione), la fiera dedicata alla trasformazione del latte, è una sezione in crescita delle Fiere zootecniche internazionali di Cremona.
Nei padiglioni di CremonaFiere sarà attivo, per i 4 giorni della manifestazione, un minicaseificio. Ai visitatori verrà illustrato il funzionamento del laboratorio lattiero-caseario in termini impiantistici, di lavorazione e controllo. A gestirlo i tecnici dell’Istituto Sperimentale Lattiero-Caseario di Lodi.
Come realizzare un minicaseificio. Un laboratorio artigianale si può realizzare anche in 10 metri quadrati. L’impianto, compatto e monoblocco, riesce ad assolvere tutte le operazioni necessarie per la trasformazione del latte: il riscaldamento del latte; la coagulazione in cagliata; la sua rottura e agitazione, per i quali occorre avere una piccola caldaia da 200 litri e un serbatoio polivalente per la lavorazione; il travaso in appositi stampi; un sistema di raccolta del siero (che può essere scaldato e trasformato in ricotta nella stessa vasca di lavorazione del latte); un sistema di salatura dei formaggi e, infine, una cella di maturazione/stagionatura.

Costi di realizzazione di un minicaseificio. Se si escludono i costi di adattamento dei locali, l’investimento minimo necessario per un minicaseificio dotato di un punto vendita che riesca a trasformare almeno 300 litri di latte, può variare dai 35 ai 70 mila euro. Senza il punto vendita e ridimensionandone i volumi, un piccolo caseificio può essere montato con 15 mila euro. Un investimento alla portata di chi intende valorizzare la materia prima e crearsi una nuova attività partendo dalla ricchezza dei nostri territori.

Se i minicaseifici sono fra le attrazioni di Expocasearia, il calendario delle Fiere zootecniche internazionali di Cremona prevede inoltre la 69esima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte ma anche la diciottesima edizione della Rassegna Suinicola di Cremona e la seconda edizione dell’International Poultry Forum, manifestazione riservata al settore avicolo.
Sono attesi visitatori ed espositori da Irlanda, Croazia, Russia, Ucraina, Serbia, Finlandia, Egitto, Tunisia e Maghreb, Uzbekistan, Cipro e Libano.

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