Ministri della pesca europei a confronto, l’Italia chiede attenzione alle specificità mediterranee

“Portare una forte attenzione alla specificità del Mediterraneo”: è stato questo il ‘leitmotiv’ dell’intervento della delegazione italiana al Consiglio dei ministri della pesca dell’Ue, oggi a Bruxelles, in occasione dell’avvio del negoziato sulla revisione della politica comune della pesca (Pcp). L’obiettivo, sottolineato oggi dalla commissaria Ue alla pesca Maria Damanaki: “Ottenere una riforma copernicana” per il settore in Europa. Nel suo intervento preliminare alla proposta di riforma, presentata solo mercoledì scorso, la delegazione italiana ha riconosciuto l’importanza di una revisione profonda della Pcp, e il fatto che c’é un problema di sostenibilità per la pesca, aggiungendo però – come punto politico fondamentale – l’importanza di calare l’approccio della Commissione europea nelle singole specificità, tra cui quella del Mediterraneo, la cui peculiarità è la pesca multispecifica, molta diversa da quella praticata nel Mare del Nord o di altri bacini Ue. Per l’Italia quindi, “non possono essere applicate nel Mediterraneo” una serie di misure proposte: dalle ‘rese massime sostenibili’ (che si traducono nella possibilità di pescare solo le eccedenze degli stock, ndr), alle concessioni individuali trasferibili (diritti di quote di pescato agli armatori, ndr), ai rigetti in mare (che riguardano gli scarti di pesce senza valore commerciale, ndr). L’Italia ne è convinta: “Per il Mediterraneo si deve continuare sulla strada già intrapresa con la regolazione degli strumenti di pesca e i piani pluriennali”. Roma ha poi chiesto una particolare attenzione alla dimensione socioeconomia del settore, alla piccola pesca e alla pesca artigianale. Quanto alla regionalizzazione di una parte delle decisioni sulla Pcp proposta da Bruxelles, viene condivisa abbastanza dall’Italia che è pronta ad andare oltre nel rafforzamento del ruolo delle organizzazione dei produttori. La delegazione italiana ha chiesto infine “di vigilare affinche i paesi terzi e quelli rivieraschi si ispirino alle stesse norme di tutela della qualità e di sostenibilità richieste ai pescatori Ue, e vuole che il Comitato scientifico ed economico Ue per la pesca rimanga il principale organismo di consulenza scientifica sugli stock ittici. (ANSA).

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.