Mirtilli,more,ribes,lamponi,uva spina: le mille virtu’ dei frutti di bosco

Il mirtillo cresce nei boschi di tutta Europa e anche in Italia fino a 2.300 metri di quota. È il classico esempio di frutta dinamica, le cui calorie variano al variare del contenuto zuccherino (da 25 a 42 kcal/100 g). E’ un antibatterico naturale: grazie alle antocianine risulta efficace soprattutto contro alcuni tipi di infezioni gastrointestinali e di cistiti. Inoltre, protegge i vasi sanguigni, fortifica i capillari e tonifica le vene.
I frutti di bosco non hanno mai occupato un posto di primo piano nella storia della cucina, forse perché erano un cibo facilmente reperibile e consumato dalla gente di montagna e collina, ma disdegnato dai più ricchi. Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti, come in quello del 1583 redatto da Baldassare Pisanelli (Trattato de’ cibi e del bere), in cui si illustrano le qualità delle more.
Il mirtillo è una bacca dal sapore acidulo che cresce tipicamente nelle foreste di montagna. Dal punto di vista commerciale le varietà più interessanti sono il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), il mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea) e il mirtillo blu (Vaccinium uliginosum).
Il mirtillo nero cresce in modo spontaneo in Europa, l’altezza della pianta può raggiungere i 40 cm; la fioritura avviene in maggio e i frutti possono essere raccolti nei mesi di luglio e agosto. In Italia lo si trova nelle Alpi e negli Appennini fino a un’altezza di circa 2300 m. Anche il mirtillo rosso è diffuso nelle Alpi e nell’Appennino settentrionale; le sue bacche sono rosse e hanno un sapore amarognolo.
Il mirtillo blu cresce in modo spontaneo in Europa, l’altezza della pianta può raggiungere i 25 cm; le sue bacche sono di colore nero-bluastro e sono molto più insipide rispetto alle specie soprariportate.
Nelle zone di montagna, la raccolta di mirtilli nati spontaneamente è un’attività molto praticata, ma la stragrande maggioranza dei frutti reperibili in commercio è costituita dai mirtilli coltivati. Il mirtillo è un frutto che può essere consumato fresco oppure utilizzato per la preparazione di bevande, gelatine, marmellate, sciroppi o succhi. Un prodotto particolarmente apprezzato in Francia e Germania è una particolare acquavite ottenuta dalla distillazione del vino di mirtilli, una bevanda blandamente alcolica che viene ottenuta attraverso la fermentazione del succo di mirtillo.
Contiene acido citrico, malico e succinico. Poiché ha la capacità di sopportare molto bene la surgelazione può essere consumato tutto l’anno. È il classico esempio di frutta dinamica le cui calorie variano al variare del contenuto zuccherino (da 25 a 60 kcal/100 g).
MIRTILLO GIGANTE Di relativa recente introduzione nelle coltivazioni europee, il mirtillo gigante di origine nord-americana desta notevole interesse per gli alti prezzi che spunta sul mercato fresco, specialmente in epoca precoce e tardiva. Diversi fattori ne rallentano però la diffusione.( predilige terreni leggeri, lo sviluppo della pianta nei primi anni è spesso stentato così che anche la produzione tarda a raggiungere livelli significativi , ed e’ molto importante una corretta
MIRTILLO ROSSO Coltivato in impianti intensivi quasi solo in Germania, deriva da selezioni del mirtillo rosso selvatico di bosco presente soprattutto nei Paesi scandinavi e del Nord Europa. Questa nuova specie può essere coltivata nelle stesse aree dove si coltiva il mirtillo gigante poichè le esigenze di terreno e di clima sono simili; lo sviluppo della pianta è però molto più ridotto, circa 30 cm di diametro, e la maturazione avviene quando la raccolta del mirtillo gigante è terminata, cioè in settembre. La raccolta può essere fatta a mano con l’ausilio di appositi “pettini”.
Vista la forte richiesta dell’industria per i frutti di mirtillo rosso coltivato, in Germania è stata messa a punto una macchina per agevolarne la raccolta anche per contrastare la presenza di grosse quantità di mirtillo selvatico immesse sul mercato in annate particolarmente favorevoli.

Il ribes e’ un grappolo con tre varietà: quello rosso(il piu’ diffuso nel nostro paese) , quello nero e l’uva spina, anche detta uva marina, uva dei frati, o uva ursina. Ha un sapore dolce e acidulo e predilige il clima temperato freddo; matura fra giugno e agosto. Contiene una buona quantità di vitamina C (41 mg per 100 g).E’ ideale per gli sportivi poiché i suoi acidi organici aiutano a regolare l’equilibrio acido-base del sangue, dopo uno sforzo muscolare intenso
RIBES ROSSO Causa la forte concorrenza dei Paesi del Centro e Nord Europa, la coltura in Italia trova interesse più per il mercato fresco che per la destinazione industriale. Pianta cespugliosa, vigorosa e rustica, resistente alle basse temperature, può però essere danneggiata da gelate tardive.
Meccanizzazione possibile ?
Sistema di allevamento ?( cespuglio libero o controspalliera ? )
Una buona vigoria è determinante per ottenere una buona produzione già al secondo e al terzo anno; pertanto quali partiche agronomiche occorre adottare ?
(irrigazione, concimazione, potatura ?) .
Come si effettua la raccolta e quando ? unico stacco o piu’ passaggi ?
Coltivazione forzata ? o ritardata con copertura?
RIBES BIANCO in genere, molto inferiori a quelle di ribes rosso per produttività, vigore, dimensione delle bacche e numero delle stesse per grappolo.
UVA SPINA meno vigorosi del ribes, I nuovi getti devono essere legati più volte durante la stagione vegetativa.

Il mondo delle more si divide in mora di rovo (rossa e nera) e mora di gelso (rossastra): mentre il rovo cresce spontaneamente, il gelso viene coltivato (le foglie servivano come alimento per il baco da seta). Contengono fibra, potassio, manganese, vitamine , proteggono cuore e arterie .

Le fragoline di bosco, che si chiamano Fragaria vesca, sono piante europee di origine, a differenza di quelle a grossi frutti che invece sono arrivate dall’America alla fine del XVIII secolo. La fragola di bosco è una pianta erbacea della famiglia delle rosacee. Spontanea nei sottoboschi italiani, è coltivata per i suoi frutti: piccole fragole dal profumo molto intenso. Si distingue dalle varietà ibride coltivate di Fragaria per il fatto che il frutto è piccolo e morbido (da cui il nome vesca che in latino significa molle). Secondo alcune fonti, il nome fragaria è indoeuropeo ed è connesso al sanscrito ghra, il cui significato è “fragranza”.
Esistono diverse varietà di fragoline di bosco. La Reine des Vallées , Blanche de bois, Capron …
La produzione di fragoline di bosco è in media di 100-150gr di frutti.

Preferisce un suolo fresco, piuttosto acido ed un’esposizione soleggiata o di mezz’ombra.
La riproduzione avviene per moltiplicazione vegetativa agamica.
I frutti possono esser raccolti non prima di 8 mesi dall’impianto. Inoltre sono di difficile conservazione e devono essere consumati o lavorati rapidamente.

Come erba medicinale la fragola di bosco può essere impiegata per alleviare disturbi gastrointestinali. I principi attivi contenuti nella pianta sono olii essenziali, tannino e flavone. Contiene buone dosi di vitamina C, di iodio, di ferro, di calcio, di fosforo. Da non sottovalutare la presenza, nel frutto, di acido salicilico. Le sono attribuite proprietà depurative e diuretiche. È indicata nelle infiammazioni del cavo orale.

Il lampone è specie montana e subalpina distribuita fra 600 e 1900 metri di quota e per la bontà dei suoi frutti è oggetto delle cure dei vivaisti che ne producono varietà a frutti assai grossi e che fruttificano anche al primo anno . La farmacopea galenica fiori e foglie come astringente, depurativo, rinfrescante e tonico . Questa pianta è facilmente coltivabile (quello attualmente in commercio è infatti quasi tutto coltivato) e in Europa è nota da almeno quattro secoli. Il frutto e’ gia’ stato raccolto
Presenta possibilità di sviluppo specie in coltura protetta precoce, tardiva o in secondo raccolto sempre per il consumo fresco consentendo, in questo modo, di spuntare prezzi assai più elevati di quelli medi; un esempio è la coltivazione di varietà rifiorenti che, maturando in fine estate-autunno, permettono di rifornire il mercato quasi ininterrottamente da fine maggio a novembre. Per un ampliamento del calendario produttivo le strategie da adottare sono le seguenti:
• differenziazione delle varietà;
• introduzione della copertura con tunnel e ombreggiamento;
• sfruttamento delle differenze climatiche latitudinali e altimetriche.

Detti anche “frutti di bosco”, la coltivazione di queste specie ha, in Italia, finalità economiche proprie dell’impresa agricola solo in qualche caso; spesso sono colture marginali, amatoriali, spontanee. In altri Paesi europei come Polonia, Germania, Olanda, le coltivazioni assumono talvolta dimensioni maggiori con interessanti esempi di coltivazioni estensive e tentativi di meccanizzazione della raccolta che per alcune specie hanno dato buoni risultati (ribes nero e rosso, uva spina, mirtillo). Nel nostro Paese pero’ si sta iniziando un buon lavoro in realtà montane a vocazione turistica.
E’ il caso dell’area del Frignano, tra Sestola e Fanano, ai piedi del Monte Cimone che con i suoi 2.165 m etri è la vetta piu’ alta dell’Appennino Settentrionale e si trova appunto nell’area protetta del Parco Regionale Alto Appennino Modenese che si estende per tutto l’ampio crinale modenese.
L’Azienda Agricola multifunzionale I Rodi è a conduzione familiare: si coltivano e trasformano i frutti di bosco di propria produzione (lamponi, more, ribes rosso e nero, uva spina), mentre i mirtilli vengono dalla raccolta spontanea all’interno del Parco del Frignano. Tra le montagne e i boschi dell’Appennino modenese,
La produzione comprende ottime varietà di cultivar selezionate, la raccolta di frutti spontanei. Inoltre nel laboratorio annesso, la frutta viene trasformata in composte e succhi, seguendo metodologie assolutamente artigianali e nel pieno rispetto della normativa igienico-sanitaria.
Troviamo riferimenti a questi frutti più che altro in trattati di medicina relativi alle proprietà benefiche degli alimenti, come in quello del 1583 di Baldassare Pisanelli . Spesso colture amatoriali o spontanee, negli ultimi tempi la coltivazione di queste specie sta prendendo piede con finalita’ economiche e produttive , spesso come integrazione al reddito in aziende agricole in aree marginali.

Proprieta’
“Il supertonico naturale per una vecchiaia gagliarda : Una tazza di mirtilli al giorno migliora il senso dell’equilibrio ed è in grado di fortificare la memoria e la coordinazione dei movimenti grazie alla capacità di neutralizzare i radicali liberi Un’equipe di Boston ha scoperto che i mirtilli, regolarmente ingeriti in quantità robuste, contengono antiossidanti sufficienti a produrre effetti spettacolari di ringiovanimento nei topi anziani,e sarebbe la prima volta in cui viene dimostrato come gli antiossidanti possano invertire certi processi di declino causati dall’età.Gli scienziati hanno anche esaminato le proprietà di spinaci e fragole, entrambi avrebbero influenza migliorativa sulla memoria, ma solo i mirtilli hanno aumentato significativamente il senso dell’equilibrio e la capacità di coordinazione degli animali, perche’ sull’uomo la sperimentazione sta solo per cominciare.
Comunque alcune sostanze contenute nei mirtilli, come le antocianine, sono ampiamente impiegate per combattere la fragilità capillare; secondo uno studio, del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, le proprietà dei mirtilli, sono anche in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo.
A tavola More e mirtilli combattono i radicali liberi e sono ricchi di fibra , Frutti di bosco per mantenersi giovani e difendere il cuore, merito dei «polifenoli» o «antocianine», di cui sono ricchi i piccoli frutti

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.