Mobilitazione Cia: grande manifestazione a Napoli

CIA protesta Faenza 1 “Più di 30 mila imprese agricole quest’anno chiuderanno i battenti. Nel giro di tre- quattro anni, se non si adotteranno politiche realmente mirate a sostegno degli agricoltori, altre 200 mila rischiano di andare fuori mercato”. Questo il grido d’allarme lanciato oggi a Napoli dal presidente della Cia Giuseppe Politi durante la terza manifestazione interregionale (le altre due si erano tenute a Milano e Perugia) promossa nell’ambito della mobilitazione sull’intero territorio nazionale decisa dall’organizzazione. Mobilitazione che culminerà, il prossimo 24 novembre a Roma, con due grandi sit-in, cui prenderanno parte migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia. “Per il settore primario –ha rilevato il presidente Politi- è sempre più ‘profondo rosso’. Costi in crescente aumento e prezzi in caduta libera stanno condizionando pesantemente le imprese agricole. I redditi continuano a scendere e per quest’anno si annuncia un calo evidente della produzione lorda vendibile (meno 4 per cento rispetto al 2008) e del valore aggiunto agricolo (meno 5,2 per cento). Uno scenario preoccupante al quale, tuttavia, non è stato riposto alcun riparo. Il governo sembra ignorare questa drammatica realtà. Lo stesso ‘maxi-emendamento’ della legge finanziaria per il 2008, approvato dal Senato e che contiene misure per l’agricoltura, non rappresenta la risposta che tutti noi aspettavamo. Per finanziare il Fondo di solidarietà per le calamità naturali e per prorogare al 31 luglio prossimo la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna sono state sottratte risorse già destinate agli agricoltori. E così la situazione resta molto precaria”.
“Non a caso, abbiamo chiesto al governo -ha aggiunto Politi- di dichiarare lo stato di crisi del settore, in modo da sospendere i pagamenti sia dei contributi previdenziali che delle tasse che oggi i produttori non possono assolutamente sostenere. Sarebbe una boccata d’ossigeno per tutti i comparti che corrono il rischio di naufragare, con danni non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale e ambientale. Al momento, però, non è giunto alcun riscontro da parte dell’esecutivo che continua nelle promesse che restano sempre tali. Nessun atto concreto a sostegno delle aziende agricole”.
“L’agricoltura -ha concluso il presidente della Cia- è discriminata rispetto agli altri settori produttivi per i quali sono state adottate in questi mesi importanti misure. Gli imprenditori agricoli, invece, fanno i conti con difficoltà che, se non risolte, possono portare al totale fallimento. Da qui l’esigenza di misure straordinarie e concrete. Misure che vanno prese in tempi rapidi, altrimenti altre realtà agricole sono destinate a soccombere sotto l’incalzare della crisi”.

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