Modena e Mantova insieme per scongiurare esondazioni

Botte Napoleonica 3 Solo il lavoro di squadra tra Enti di bonifica modenese e mantovano, grazie alla più che decennale esperienza nella gestione delle acque dei loro territori, ha scongiurato il peggio: l’unione delle forze degli Enti di Bonifica ha evitato un duplice allagamento, a valle e a monte della Botte Napoleonica, che è stata chiusa su richiesta della Regione Emilia Romagna per poter risolvere l’emergenza dovuta al cedimento della fondazione del sostegno di Valpagliaro, nodo idraulico posto a valle della Botte stessa. La Botte Napoleonica, in gestione al Consorzio della Bonifica Burana, rappresenta infatti l’elemento cardine nel passaggio delle acque nel bacino Burana-Volano, una vasta area compresa tra basso mantovano, modenese e ferrarese. I Consorzi di Terre dei Gonzaga e di Burana, responsabili, nella geografia dell’area, di raccogliere le acque dal mantovano e dal modenese per inviarle attraverso la Botte al ferrarese e, da qui, al mare, nella situazione di emergenza sono riusciti a gestire gli importanti carichi idraulici provenienti dalla parte occidentale del bacino Burana-Volano, impedendo all’acqua di raggiungere il sostegno di Valpagliaro e consentire l’esecuzione dei lavori.
Dapprima il Burana e successivamente Terre dei Gonzaga hanno accolto la richiesta del Servizio Tecnico di Bacino del Po di Volano di Ferrara di non gravare sull’impianto di Valpagliaro, per evitare una disastrosa ondata di piena verso valle che avrebbe certamente procurato pericolo per l’incolumità pubblica e gravi danni alle proprietà. Si è trattato di una strategia delicata e complessa, già collaudata in passato in occasione di situazioni idrauliche altrettanto pericolose, che ha tenuto impegnati i tecnici del Burana, di Terre dei Gonzaga in Destra Po e della Regione Emilia-Romagna, in costante allerta durante tutte le festività di Natale, e che ha permesso di smaltire direttamente in Po i quantitativi d’acqua di quei giorni, con le opportune manovre.
I Consorzi di Bonifica hanno scaricato le acque dei loro canali direttamente in Po mettendo in funzione gli impianti di sollevamento di Moglia di Sermide e Pilastresi, deviandole quindi dalla consueta rotta verso la Botte Napoleonica. Il piano di concertazione attuato dai Consorzi per regimare le acque di pioggia raccolte dai loro canali ha dunque scongiurato esondazioni, dimostrando ancora una volta come solo una gestione unitaria permetta di garantire la sicurezza idraulica nel territorio.

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