Motivi della crisi e impatti PAC: luci e ombre sul mercato italiano delle macchine agricole

Aziende Agricole 3Ridotta propensione all’acquisto di nuove macchine e una tendenza ad un impiego più efficiente dei mezzi agricoli fanno da contorno ad un settore agricolo in continua evoluzione. E’ quanto emerge dallo studio Nomisma sull’evoluzione del mercato delle macchine agricole in Italia realizzato per FederUnacoma. Lo studio viene presentato il 17 ottobre 2013 a Bari nell’ambito della fiera Agrilevante.
Nonostante le ottime performance dei produttori di macchine agricole sui mercati internazionali, il mercato nazionale è ormai in crisi da alcuni anni e, per il momento, non si intravedono segnali di ripresa. Ed è qui che si inserisce lo studio di Nomisma che prova a fare luce sulle difficoltà che le imprese produttrici di mezzi agricoli stanno incontrando. Il report di Nomisma si è sviluppato su due fronti: un’analisi desk sui dati censuari per comprendere i cambiamenti occorsi negli ultimi 10 anni nella struttura produttiva agricola e nel ricorso al contoterzismo e un’analisi field, riguardante un’indagine diretta svolta su un campione di 750 imprese agricole per capire i motivi alla base del calo delle immatricolazioni e, nello stesso tempo, recepire le intenzioni di acquisto future.
Il quadro che emerge raffigura un calo delle immatricolazioni (-28% le trattrici immatricolate nel periodo 2007-2012) a fronte di un incremento del ricorso al contoterzismo (con quasi 4 milioni di giornate dedicate dai contoterzisti in aziende agricole). A questo scenario si aggiunge, dall’indagine diretta, la bassa percentuale (28%) di imprese che hanno effettuato acquisti di macchine agricole (nuove e usate) negli ultimi 5 anni.
Le imprese agricole intervistate hanno dichiarato di aver ovviato a questa minor propensione all’acquisto principalmente aumentando la vita delle macchine tramite riparazioni (65,5%), impiegandole in maniera più efficiente (50,2%), e facendo ricorso al contoterzismo (49,9%). Un approccio questo che risponde in pieno alle difficoltà che alcuni comparti del settore agricolo nazionale hanno dovuto affrontare in tempi recenti. Infatti, alla domanda su quali siano le ragioni che hanno spinto l’azienda a ridurre la spesa in macchine agricole, molte (28%) rispondono che non hanno le risorse economiche sufficienti per realizzare l’investimento o che non hanno interesse ad investire in un’azienda prossima alla chiusura (spesso per motivi di età avanzata).
La fotografia scattata da Nomisma mette quindi in luce un calo strutturale degli acquisti di macchine agricole negli ultimi anni e che rischia di proseguire anche nei prossimi a causa sia delle difficoltà economiche delle aziende agricole, sia dell’evoluzione strutturale in atto nel settore. Prosegue, infatti, la riduzione del numero di imprese agricole con la scomparsa soprattutto delle più piccole e con l’incremento della dimensione media delle aziende che sono in grado di rimanere sul mercato. D’altra parte, si osserva come il contoterzismo giochi un ruolo sempre più decisivo nelle lavorazioni in agricoltura per esigenze economiche e tecnologiche (crescente domanda di professionalità) e come le imprese stiano cercando di incrementare la vita media delle macchine agricole e di impiegarle in maniera più efficiente.
Questa ricerca verso una maggior efficienza potrebbe continuare ad influire sulle domanda di macchine agricole, mantenendo basso – anche nei prossimi anni – il numero di nuove immatricolazioni. Anche perché molte aziende intervistate hanno dichiarato di non volere effettuare acquisti di nuove macchine nei prossimi 3 anni (86,8% degli intervistati). I motivi? Principalmente perché mancano le risorse economiche, poi perché si ritiene ottimale l’attuale dotazione in azienda e ancora perché si pensa di far ricorso al contoterzismo.
Tra chi invece si è detto propenso ad acquistare, si è contestualmente affermato di volerlo fare attraverso il sostegno dei nuovi Piani di Sviluppo Rurale che, tra le altre cose, vedranno per la prossima tornata 2014-2020 una maggiore dotazione di risorse rispetto all’attuale periodo di programmazione (+1,4%, per un totale complessivo nei sette anni di 10,4 miliardi di euro).
E questo rappresenta forse uno dei principali segnali positivi su cui puntare per una ripresa del mercato italiano delle macchine agricole. Infatti, mentre la dotazione italiana per lo Sviluppo Rurale può contare su un aumento, dall’altro lato i produttori agricoli dovranno fare i conti con una completa “rivoluzione” nell’erogazione dei pagamenti diretti che si accompagnerà contestualmente ad una riduzione del montante nazionale. In altre parole, in virtù di una “convergenza” degli aiuti ad ettaro da raggiungere entro il 2019, molti agricoltori dovranno rivedere il bilancio con un pagamento diretto fortemente ridimensionato (in molte filiere si dimezzerà, come nel caso del riso, dell’olivo, del pomodoro da industria o delle carni bovine). Un cambiamento che rischia quindi di peggiorare ulteriormente la propensione all’acquisto di macchine agricole degli agricoltori italiani.
In ordine ai dati che emergono dal Rapporto Nomisma, la Federazione dei costruttori FederUnacoma sottolinea con rinnovata forza la necessità di creare un Tavolo di Lavoro presso il Ministero delle Politiche Agricole, nel quale siano rappresentate le organizzazioni professionali agricole e le organizzazioni che a vario titolo rappresentano il comparto della meccanizzazione, con l’obiettivo di elaborare strategie per il rilancio della stessa, che costituisce un fattore strategico per la competitività della nostra agricoltura.
Alcune proposte sono già state elaborate da FederUnacoma e attendono di essere discusse in sede tecnica e politica. Esse riguardano: 1) Sostegno alle organizzazioni dei contoterzisti nella richiesta di riconoscimento delle stesse come aziende agricole a tutti gli effetti, quindi suscettibili dei finanziamenti pubblici per i piani agricoli, vedi in particolare i PSR; 2) Individuazione e promozione delle nuove tipologie di macchine in grado di soddisfare la domanda che proviene da nuovi filoni di attività in ambito rurale, ivi comprese quelle nei settori agro-energetico, agro-ambientale e della multifunzionalità; 3) Miglioramento della capacità di utilizzo dei fondi PSR e delle altre provvidenze istituite per il settore agricolo e della meccanizzazione a livello comunitario e nazionale; 4) Promozione della componentistica di qualità per soddisfare le esigenze di quegli agricoltori che, non potendo acquistare mezzi nuovi, tendono a riparare quelli già in loro possesso senza tuttavia rinunciare a requisiti di efficienza e sicurezza.

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