Mozzarella dop adulterata: procura, impressiona numero reati

mozzarella di bufala 1“I Cantile hanno sistematicamente violato tutte le norme che un imprenditore del settore lattiero-caseario possa violare. E’ veramente impressionante il numero di reati scoperti”. Ha usato parole durissime il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Raffaella Capasso per illustrare l’indagine che ha portato questa mattina agli arresti domiciliari i titolari del noto caseificio, il patron Guido Cantile di 58 anni e i figli Luigiantonio e Pasquale di 27 e 29 anni, e al sequestro dell’azienda che produce mozzarella di bufala campana dop con sede a Sparanise, e dei sette punti vendita sparsi per la Campania, per un valore totale di 5 miloni di euro. I reati contestati a vario titolo sono l’associazione a delinquere, la rivelazione di segreto d’ufficio continuato, la frode nell’esercizio del commercio, la vendita di sostanze alimentari non genuine, il falso ideologico, la rimozione e l’omissione dolosa di cautele contro infortuni su lavoro. Tra l’altro nel 2010 e nel 2011 parti dell’azienda erano già state sequestrate dall’autorità giudiziaria per omissione di carattere ambientale e altre irregolarità. Con i tre imprenditori sono finiti agli arresti su ordine del Gip Enea anche i veterinari dell’Asl di Caserta Agostino Verde di 56 anni e Luigi Cammisa di 48 anni, che secondo l’accusa preannunciavano ai Cantile le loro visite ispettive ma anche quelle di altri organismi, come avvenne nel 2011 quando era in programma la visita degli esperti della Commissione Europea. Il sistema si basava anche sulla complicità di alcune dipendenti, tutte finite ai domiciliari, come l’addetta alla contabilità Paola Mormile (48 anni) e la segretaria Clorinda Bovenzi (31 anni), o le due biologhe dell’azienda Ileana Micillo, 35 anni e Assunta Di Caprio di 33 anni, che avrebbero prodotto false certificazioni tecniche. Agli arresti sono finiti anche gli amministratori della Planet Group srl (Giuseppina Genovese di 44 anni e Luigi Bacco di 59 anni, ndr), società di comodo che serviva ai Cantile per acquistare da altri Paesi quote di latte scadente e cagliata che facevano poi risultare di provenienza italiana, e lo stesso camionista che effettuava i trasporti, il 44enne Amedeo Fasulo. (ANSA)

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