Mozzarelle blu: anche la Procura di Bologna apre un’inchiesta

Anche la Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sulle mozzarelle ‘blu’ prodotte da Granarolo e ritrovate, di recente, in un supermercato in provincia di Torino.
L’inchiesta e’ stata aperta dal pm Luca Tampieri che questa mattina ha ricevuto l’informativa dei Carabinieri del Nas, impegnati nelle ultime settimane in piu’ di una ‘visita’ al colosso caseario bolognese. Hanno effettuato prelievi e campionature, in particolare sulle acque utilizzate nella lavorazione delle mozzarelle. Gli esiti della prima tranche di analisi, effettuate su materiale prelevato dal Nas nel primo blitz del 7 luglio, sono gia’ arrivati e non hanno rilevato niente di irregolare; i risultati della seconda tranche, invece, sono attesi per domani o dopodomani. Intanto pero’, la Procura ha deciso di aprire un fascicolo, contro ignoti, che ipotizza una serie di reati, tutti colposi, relativi alla produzione e commercializzazione di sostanze alimentari dannose per la salute pubblica e al commercio di sostanze alimentari contraffatte, adulterate o nocive.
L’indagine bolognese verra’ portata avanti in coordinamento con quella gia’ in corso da parte della Procura di Torino.
Il pm Tampieri, per prima cosa, attende gli esiti delle analisi che sono in corso sui materiali prelevati nell’azienda di Cadriano sabato. L’inchiesta, pero’, punta a fare luce anche sui rapporti ra Granarolo e la ditta tedesca Milchwerk Jager, ma anche a verificare se la produzione avvenga in modo regolare. Stando a quanto ricostruito con i sopralluoghi del Nas, la Granarolo si servirebbe di acqua di pozzo e non di acqua potabile, per la lavorazione delle mozzarelle. Questo potrebbe essere una piegazione per l’eventuale presenza del batterio “pseudomonas fluorescens”, escluso pero’ dalla prima tornata di analisi.
Le prime verifiche del Nas sulla Granarolo sono partite su iniziativa del Nucleo che si occupa della tutela in materia di salute, prima ancora che venissero
trovate le mozzarelle ‘blu’ a Torino. Il primo blitz fu dunque una sorta di controllo preventivo: il 7 luglio, giorno in cui sono stati fatti numerosi prelievi e campionature. I Nas sono poi tornati a Cadriano il 14 e infine sabato. E’ proprio di queste ultime analisi che ora si attende l’esito. La legge impone la conservazione dei campioni di tutte le produzioni fino alla data
di scadenza dell’alimento: le mozzarelle ‘blu’ trovate nei giorni scorsi a Torino avevano come scadenza la data di oggi, dunque sabato i campioni in questione sono stati prelevati
Intanto, cresce la preoccupazione tra i lavoratori della Granarolo: questa mattina la Rsu (l’insieme dei delegati sindacali interni) ha chiesto formalmente un incontro all’azienda per avere aggiornamenti e chiarimenti. Dai contatti informali di questi giorni, il sindacato ha raccolto repliche aziendali che tendevano o a minimizzare o a escludere responsabilita’ di Granarolo per le mozzarelle blu, anche segnalando il fatto che i controlli del 7 luglio del Nas non avevano dati riscontri problematici. Ne’ a Granarolo, in questi giorni, erano arrivati reclami. Ma la questione tiene banco e in casa sindacale si nizia a temere l’effetto (commerciale) che puo’ produrre un allarmismo ingiustificato. “Non vorremmo- e’ il ragionamento che stanno facendo i rappresentanti dei lavoratori- che alla fine tutto questo lo pagassero i dipendenti: che per un problema che non esiste si dovesse fare della cassa integrazione”. (agenzia Dire)

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