Nasce il Progetto Demetra per dare respiro alle aziende agricole in crisi

agropontinoÈ stato presentato il PROGETTO DEMETRA volto ad estrarre valore dai crediti in sofferenza del settore agroalimentare, alleggerire i bilanci delle banche e rilanciare l’intera filiera agroalimentare italiana. La presentazione è avvenuta nell’ambito di un evento organizzato dall’Università LUISS Guido Carli di Roma con il supporto dello studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e il patrocinio del Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Gli aspetti tecnici e di dettaglio di Demetra sono stati illustrati nel contesto di una delle tre direttrici di approfondimento promosse da LUISS – quella relativa ai prodotti finanziari innovativi collegati al settore agroalimentare e agroindustriale (le altre due direttrici sono: le traiettorie dell’innovazione di prodotto, di processo e del business model e le modalità di espansione internazionale della filiera agroindustriale italiana). Progetto Demetra, concepito e strutturato nel corso degli ultimi mesi, è stato portato all’attenzione del Mipaaf per gli evidenti impatti positivi che potrebbe avere sull’intera filiera agroalimentare italiana (per tale intendendosi l’intera filiera agricola, agroindustriale e dei servizi connessi) e coinvolgerà operatori del settore altamente specializzati (banche, investitori istituzionali, advisor e consulenti legali).  L’elemento distintivo di tale iniziativa – ed è questo il carattere di assoluta novità – è l’essere interamente focalizzata su di un unico comparto della c.d. economia reale, quello tra l’altro più solido e comunque in crescita nonostante l’attuale congiuntura.Il primo fondo acquisirà dalle banche (ma anche da altri soggetti pubblici e privati titolari di crediti commerciali) i crediti problematici al fine gestirli nel modo più efficiente, riducendo al contempo i costi di gestione e determinando un meccanismo che permetterà in ultima analisi alle imprese del settore di godere di nuovo accesso al credito. Grazie all’elevata specializzazione degli operatori coinvolti sarà, inoltre, possibile prezzare i crediti correttamente riducendo il divario oggi esistente tra il valore di bilancio e quello che si otterrebbero cedendoli attraverso i canali tradizionali (ad esempio le aste).Il secondo fondo – sottoscritto per cassa da parte di investitori professionali –  sarà orientato a supportare – in un’ottica di private equity – le eccellenze del made in Italy con elevate potenzialità di crescita al fine di rinforzarne la competitività, la capacità produttiva e accompagnarle verso un percorso di internazionalizzazione.

 

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