Nasce Verde Energia: dallo zucchero alle biomasse

Su terreni lasciati liberi dalle colture di barbabietole nasceranno campi di colza, ma non solo, come materiale organico da avviare ad impianti a biomasse. E’ l’obiettivo che si da’ Verde Energia, la prima organizzazione di produttori del settore agroenergetico. E’ nata in Emilia-Romagna, ma tra i 113 membri ci sono anche 22 aziende di altre regioni. All’origine una iniziativa dell’associazione nazionale dei bieticoltori (Anb, la maggiore delle associazioni italiane), che in regione fino a pochi anni fa coltivavano a barbabietola da zucchero ben 50.000 ettari di terreno. Oggi, dopo la riforma degli Ocm, la superficie dedicata a questa coltura e’ calata a 16.000. Non solo quindi una fonte rinnovabile per ridurre l’inquinamento, ma anche (e soprattutto) una nuova opportunita’ economica per gli agricoltori. Il presidente Antonio Caliceti ha ricordato che l’Ue ha posto come obiettivo all’Italia di consumare entro il 2020 16,5 mtep (milioni di tonnellate equivalente petrolio) di energia elettrica, termica e biocarburanti derivanti da biomasse. Al momento l’Italia ne produce solo 5,65. L’associazione mira a programmare la produzione calibrandola sulle esigenze del mercato, individuare le migliori tecniche di produzione, sviluppare accordi con le strutture di lavorazione e produzione di energia. L’obiettivo della associazione e’ anche aumentare la redditivita’ delle produzioni. Perche’, per esempio, la colza rende circa 41 euro a quintale, ma in Italia si producono 30 quintali per ettaro mentre in Francia o Germania si arriva anche a 40-45. E’ prevista la distribuzione delle sementi (da due punti di raccolta del Bolognese, a Molinella e San Giovanni in Persiceto), mentre nell’ex zuccherificio di Bondeno, nel Ferrarese (avviato a diventare impianto a biomasse) verranno spremuti i semi per ricavarne l’olio. L’iniziativa ha il sostengo dell’assessore all’agricoltura regionale, Tiberio Rabboni, che ha spiegato che nei prossimi cinque l’obiettivo e’ di arrivare a 500 megawatt prodotti con biogas e fotovoltaico originati dal mondo agricolo. Per il fotovoltaico, ha spiegato che sono disponibili 1.450 ettari sui ‘tetti’ delle imprese agricole dell’Emilia-Romagna che potrebbero produrre fino a 1.900 megawatt, e che quindi la Regione privilegera’ il sostegno alla produzione sui tetti, che consente ”di coniugare due mestieri: produrre energia verde e continuane a fare gli agricoltori”. (ANSA).

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