Nasce in Liguria il “Tavolo Blu” per sviluppare la pesca e tutelare l’ambiente

Nasce in Liguria il ‘tavolo blu’ per sviluppare la pesca e tutelare il mare: Regione, associazioni professionali, capitaneria di Porto, Universita’ e Osservatorio per la pesca e l’ambiente hanno deciso oggi di istituire un ”tavolo permanente di coordinamento”. Obiettivo dell’intesa, della durata di tre anni, è di cercare di rendere l’attività di pesca redditizia compatibilmente con la tutela dell’ambiente e con le normative europee. La Regione, in particolare, si impegna ad una consultazione preventiva circa le strategie e gli obiettivi della politica della pesca e dell’acquacoltura. Alle organizzazioni professionali di categoria viene chiesto di diffondere presso gli operatori la conoscenza degli obiettivi individuati e di collaborare alla realizzazione dei progetti. Il protocollo d’intesa è stato firmato dagli assessori regionali alla pesca Giovanni Barbagallo e all’ambiente Renata Briano, dai rappresentanti di Federcoopesca, Lega Pesca e Agrital, dal Capitano di corvetta Luigi Zippo in rappresentanza del comandante del porto Felicio Angrisano, dal professor Riccardo Cattaneo Vietti dell’Università di Genova e dal presidente dell’osservatorio Ligure marino per la pesca e l’ambiente Germano Gadina. Il Tavolo Blu , nei prossimi mesi, affrontera’ tante altre questioni: l’ammodernamento della flotta peschereccia, la valorizzazione della pesca tradizionale e dell’acquacoltura, la qualità e la tipicità delle produzioni, la tutela dei consumatori al sostegno alle imprese e il miglioramento delle condizioni di lavoro del comparto che in Liguria comprende una flotta di 550 pescherecci con duemila addetti (5 mila con l’indotto) lungo una quarantina di piccole a grandi marineria dalla Foce del Magra a Ventimiglia. ”Il Tavolo Blu dovrà servire a promuovere la filiera corta anche nella pesca”, dice Renata Briano, assessore all’Ambiente e all’Altra economia e stili di vita consapevoli.”Per cercare di far capire sempre a più consumatori che è molto meglio nutrirsi con il pesce del Mar Ligure, anche delle specie meno conosciute, come sugarelli, leccie, palamite, lampughe, acciughe piuttosto che con il pangasio che arriva dai fiumi del Vietnam, della Thailandia e della Cambogia”.

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