Nasce Opera, progetto di valorizzazione della pera. La presentazione alla Sagra dell’Agricoltura di Mordano

presentazione opera

L’unione fa la forza e anche in agricoltura aggregarsi è meglio. Soprattutto su un prodotto coltivato in un’area omogenea e specifica. Nasce da qui l’idea di creare un unico soggetto attivo nella produzione, commercializzazione e valorizzazione della pera. Di questo si è parlato ieri sera a Mordano, al convegno agricolo organizzato dalla Sagra dell’Agricoltura con il patrocinio del Comune di Mordano, dal titolo “Progettiamo il nostro futuro ortofrutticolo”.

L’idea è venuta nei mesi scorsi ad Apo Conerpo ed in poco tempo è diventa realtà. “Il progetto sulla valorizzazione della pera nasce dal fatto che fra le province di Modena, Ferrara e Ravenna è concentrato il 60/70% della produzione italiana” spiega Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo. “In 15 anni la superficie coltivata a pero è calata del 30% e si sono ridotti anche i consumi. Da qui l’idea di dare una svolta a questo prodotto, e aggregare la produzione per fare massa critica e avviare un confronto con il mercato, in specifico con la grande distribuzione organizzata per rilanciare i consumi e dare prospettiva anche alle nuove generazioni di agricoltori” aggiunge Vernocchi.

La strada tracciata dal Consorzio Melinda, con la mela, insegna. Non a caso a guidare il progetto sulla pera è stato chiamato Luca Granata, per 13 anni (e fino a pochi mesi fa) direttore del Consorzio Melinda. Così, in poco più di 5 mesi è stato possibile passare da un’idea iniziale alla costituzione ufficiale dell’azienda OPERA S.c.a., avvenuta a fine maggio, l’unica grande azienda del settore ortofrutticolo esclusivamente specializzata sulla pera. Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà di oltre 1.000 produttori di pere (molti presenti anche nel nostro territorio), alla lungimiranza di 18 importanti aziende, da cooperative grandi e piccole a commercianti e raggruppamenti di produttori, che a vario titolo operano in questa filiera ed al grande lavoro di molte persone.

Seppur appena nata, OPERA, il cui marchio è stato messo a disposizione da una delle aziende costitutrici, può contare sulla pluridecennale esperienza dei suoi 18 soci nella produzione, conservazione, selezione, confezionamento e commercializzazione delle pere e quindi ha tutte le caratteristiche per diventare il partner ideale dei migliori distributori di pere in Italia e nel mondo, su tutti i canali distributivi. Con una superficie a pero di oltre 7.500 ettari, Opera è in grado di produrre oltre 200 mila tonnellate di pere all’anno, ed esportare in 25 Paesi nel mondo, con un fatturato atteso annuo superiore ai 200 milioni di euro. “Con le sue 200 mila tonnellate di pere prodotte all’anno, si tratta della più grande realtà al mondo operante su questo frutto, anche se in termini assoluti non è particolarmente grande” sottolinea Luca Granata.

L’obiettivo iniziale era quello di aggregare tutto i soggetti attivi nel settore, ovvero i 3.000 agricoltori che coltivano pere e che permettono di produrre 750 mila tonnellate all’anno, facendo dell’Italia il terzo produttore mondiale, dopo Cina (che non esporta) e Stati Uniti, con 800 mila tonnellate.

A rendere in linea teorica ancora più facile lavorare uniti sulla produzione e commercializzazione della pera è il fatto che il 75% della produzione avviene in sei province fra Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, aree omogenee che parlano quasi lo stesso dialetto” aggiunge Granata -. I 3.000 produttori hanno le stesse opportunità di sviluppare reddito, peccato che 2.000 preferiscano stare da soli e farsi la concorrenza interna, anziché aggregarsi e vincere tutti insieme sul mercato”. Lo sforzo di Opera infatti è quello di aggregare l’offerta di pere da proporre sul mercato, attraverso un’unica struttura, in modo da superare la concorrenza interna fra i produttori e rafforzare l’export. Le opportunità ci sono tutte. Oltre a quelle legate all’omogeneità delle aree di produzione, vi sono i dati legati al consumo. La pera è il quarto frutto più consumato in Europa e in Italia. Il 90% delle famiglie italiane consuma pere almeno una volta all’anno. Quindi la pera è considerato un ‘prodotto di massa’. Il consumo medio annuo per famiglia è di 15 chili di pere, cioè 6 chili di pere per persona all’anno, ovvero due pere al mese a testa. ‘Basterebbe far aumentare il consumo da 2 a 3 pere al mese per persona, per avere un incremento del 50% delle vendite” spiega Granata, che aggiunge “inoltre, l’export oggi vale il 20% della produzione, mentre nell’ortofrutta in generale la quota di export dei prodotti italiani raggiunge il 60%, quindi per la pera ci sono ampi margini di incremento. Non da ultimo, a consumare pere sono soprattutto le persone dai 55 anni in avanti, che rappresentano la metà della popolazione italiana, che ha una forte propensione al consumo di frutta”.

Ma per aumentare la vendita di prodotto e dare una maggiore remunerazione serve centralizzare il più possibile l’offerta, risultato questo che porta con sé la capacità di forti investimenti nella comunicazione, necessari per creare un vero e proprio brand (marchio). Come è stato con Melinda in fatto di mele, così si punta a far diventare Opera sinonimo di pera per eccellenza, in Italia ed all’estero. “Il nostro obiettivo è di far aumentare il più velocemente possibile il valore della produzione lorda vendibile per ettaro, per far crescere la remunerazione degli agricoltori e più sarà grande Opera più sarà facile raggiungere questo obiettivo”. Granata su questo punto è chiaro: “Ci riusciremo se gli agricoltori lo vorranno”. L’invito è ad aggregarsi, a non presentarsi più come ‘piccoli agricoltori disorganizzati’ al cospetto della ‘grande distribuzione organizzata’. “Peccato per chi oggi non ha voluto aderire al progetto. Ma la nostra porta è sempre aperta a tutti i frutticoltori ed a tutti gli operatori attivi a qualsiasi titolo ed in qualsiasi ambito della filiera della pera che – al pari dei soci fondatori – credono davvero che l’aggregazione tra agricoltori sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo e per la sostenibilità vera dell’agricoltura in generale e della coltivazione del pero in particolare” conclude Granata. Intanto Opera è già al lavoro, con 50 persone individuate tra i migliori talenti delle aziende socie, per garantire ai propri clienti consistenti e costanti investimenti in ricerca, per il miglioramento continuo delle tecniche di coltivazione e stoccaggio, sul fronte della logistica, per ridurre i costi di gestione, sul fronte della creazione della domanda, grazie ad un importante piano pluriennale di investimenti in comunicazione multimediale per far diventare Opera la pera italiana più nota e più richiesta in Italia ed all’estero. La raccolta delle pere cominciare fra circa 45 giorni e per un paio di mesi si andrà avanti a raccogliere le diverse varietà. La sfida comincia ora. La certezza è che siano già tutti all’Opera.

Alla fine del convegno, per tutti la tradizionale torta di frutta, opera di Gigi’s Bar di Mordano.

Pomeriggio di festa e sport per le scuole – Oggi pomeriggio si è svolta la giornata dedicata alle “scuole in festa – giornata dello sport”. Al campo sportivo gli studenti delle scuole medie ed elementari hanno praticato varie discipline ludico-sportive sviluppate durante l’anno, dalla pallamano alla pallavolo, dal calcio al karate, dalla ginnastica ritmica al rugby ed al ciclismo. In tutto sono stati circa 340 studenti. Dalle 19, al teatro tenda, spettacolo delle scuole dell’infanzia di Mordano, Bubano e San Prospero, con in scena oltre un centinaio di bambini, seguito alle 20,30 da quello delle scuola media di Mordano. Dalle 17 ha aperto anche la mostra – mercato degli oggetti realizzati dagli studenti della scuola media nel corso dei vari laboratori.

Sabato 6 giugno, alle 19 apre lo stand gastronomico ed alle 21,30, al teatro tenda, si balla con il gruppo “70 mi da 80 live band”, con musica anni ’70 e ‘80.

Mordano, 5 giugno 2015 COMITATO SAGRA DELL’AGRICOLTURA

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