Natale: brindisi all’insegna del “made in Italy”.

spumante3 Niente “flop” per i brindisi delle feste natalizie. Niente crisi, soprattutto, per lo spumante “made in Italy”. Un’ulteriore conferma del momento felice delle “bollicine nostrane”: Tra Natale, Capodanno ed Epifania salteranno in aria circa 90 milioni di tappi nazionali, con un aumento, in quantità, del 3,2 per cento rispetto al 2008 e con una spesa complessiva di 820 milioni di euro (il 2,4 per cento in più nei confronti dello scorse festività). A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale viene premiato l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle nostre produzioni.
Ad allietare le tavole delle feste saranno, dunque, sette bottiglie su 10 di spumanti dolci e aromatici nazionali (Asti Docg e Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene in testa). Dall’inizio di dicembre e fino al prossimo 6 gennaio si stapperanno nelle nostre case e nei locali più 112 milioni di bottiglie nazionali e 5,5 milioni di importazione (Francia e Spagna in particolare). Nettamente battuto, pertanto, è ancora una volta lo champagne.
La Cia sostiene che il 60 per cento delle bottiglie di spumante verrà stappato in famiglia. A prevalere nelle case degli italiani sarà lo spumante dolce (57 per cento), seguito da quelli secchi e brut e dallo champagne. E questo conferma che la qualità delle nostre produzioni continua ad essere una formidabile arma vincente, visto i consensi che esse stanno registrando.
D’altra parte, i numeri parlano chiaro: più di 2,6 miliardi di euro il giro d’affari globale; nel 2008 328,4 milioni di bottiglie vendute, 304,7 milioni (92,7 per cento del totale) con metodo Charmat-italiano (Asti, Prosecco) e 22 milioni (7,3 per cento del totale) con metodo classico (Trento Doc, Oltrepò Pavese, Franciacorta. L’Italia con oltre 172 milioni di bottiglie, dopo la Francia con 196,5 milioni di bottiglie e prima della Spagna con 157 milioni, è -come rileva il Forum degli Spumanti d’Italia- il secondo paese al mondo per l’esportazione di “bollicine”. Un trend che le prime stime confermano anche per il 2009.
Le “bollicine” nostrane -rileva la Cia- si stanno sempre più affermando sui mercati internazionali. Gli spumanti italiani stanno conquistando spazi ai danni dei francesi. I principali consumatori di spumante “made in Italy” sono gli statunitensi e i tedeschi. Un positivo trend si sta, comunque, ottenendo anche in Giappone, Russia, e Gran Bretagna. Forti incrementi si sono avuti anche in Svizzera, Svezia, Cina, Norvegia e Polonia.
Per gli spumanti italiani è, dunque, un momento di gloria. Se il 2008 ha fatto segnare importanti successi e veri record per la qualità nazionale, anche il 2009 -avverte la Cia- registrerà un andamento nettamente favorevole sia nei consumi nazionali che nelle esportazioni (cresciute nel primo semestre di oltre il 15 per cento). Successi che si riscontrano soprattutto tra i giovani che stanno riscoprendo il sapore e l’aroma caratteristici degli spumanti. In testa alle preferenze resistono quelli dolci, ma sono in netta risalita anche i secchi, brut e quelli prodotti con metodo classico.

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