Natale: con crisi 64% famiglie piu’ attente al “riciclo”

La crisi riduce gli sprechi sulle tavole delle feste e inverte la tendenza “sciupona” degli italiani. Quest’anno, complici il calo di potere d’acquisto e reddito disponibile da un lato e l’aumento degli oneri fiscali dall’altro, due famiglie su tre hanno cambiato le proprie abitudini in cucina, comprando con piu’ oculatezza, ma soprattutto “riciclando” gli avanzi evitando la pattumiera. Un trend che coinvolgera’ anche Natale e Capodanno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che si tratta di un fenomeno positivo in un Paese come il nostro dove ogni anno finiscono nel bidone della spazzatura dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di cibo, pari a poco meno di 40 miliardi di euro, vale a dire il 2,4 per cento del Pil.
Di fatto -ricorda la Cia- gli sprechi maggiori si concentrano proprio durante le feste, Natale e Pasqua in testa, quando si arriva a buttare fino a un terzo del cibo acquistato, in particolare latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti da pane (22 per cento), ortofrutta (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Solo l’anno scorso, tra il 24 dicembre e l’Epifania, sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, piu’ di 50 euro a famiglia.
Ma quest’anno la situazione sara’ ben diversa: il 64 per cento delle famiglie ha gia’ diminuito gli sprechi alimentari nei mesi scorsi e dichiara che fara’ ancora piu’ attenzione a Natale, adottando “trucchi” ai fornelli per non buttare via gli avanzi delle feste.
Aguzzando la fantasia, infatti, sempre piu’ famiglie stanno imparando come cucinare con quel che resta nel piatto -sottolinea la Cia-. E non si tratta piu’ solo di “riscaldare la minestra”, ma di creare nuovi menu’ con quello che e’ rimasto nel frigo. Ad esempio Panettone e Pandoro diventano ottime basi per torte, tiramisu’, zuppe inglesi e semifreddi oltre che ottimi sostituti delle brioche a colazione. Con il pane avanzato, invece, si puo’ fare il pangrattato, ma anche le bruschette, il pancotto, la panzanella e la pappa al pomodoro; con le verdure le torte rustiche, le zuppe e il brodo vegetale; con la pasta e le uova le classiche “frittate di maccheroni”; con la carne e il pesce rimasti le polpette o il cous-cous.
Infine torroni e cioccolatini possono trasformarsi in ottime creme spalmabili e in ingredienti per ciambelloni e dolci. Ma il vantaggio non e’ solo economico ed etico. Impegnarsi a non sprecare cibo e’ anche una scelta ambientale, visto che -conclude la Cia- ogni tonnellata di rifiuti organici genera ben 4,2 tonnellate di Co2. (AGI)

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