Natale: crollo mode esotiche, in cucina trionfa Made in Italy

Tavolata ricca1
Crollo delle mode esotiche ed esterofile in cucina, torna il territorio, con prodotti e piatti tipici locali. Secondo la Cia, infatti per le feste gli italiani si riappropriano dei menu tradizionali prevedendo di spendere oltre 3 miliardi per cibo e bevande. Solo per il cenone della Vigilia – spiega la Cia – si spenderanno quasi 950 milioni di euro: protagonista il pesce, che proprio in questi giorni tocca il picco di consumo dell’anno. Lo spumante batte ancora lo champagne, scelto praticamente solo da un italiano su dieci. Bene la vendita diretta in campagna e nei mercatini degli agricoltori (+10%), soprattutto nelle zone rurali e periurbane. Messe da parte le mode esotiche e ridotti viaggi e vacanze, anche a causa dell’allarme terrorismo, oltre 8 italiani su 10(circa 49 milioni) hanno deciso di trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici e di cancellare i menù esterofili, prediligendo portate “tricolori” nel 79% dei casi. La recessione è un po’ più lontana, con i consumi delle feste che tornano al segno più (+5%) dopo 7 anni di cali costanti, ma le tredicesime sono impegnate sulle scadenze fiscali e il potere d’acquisto è ancora lontano dai livelli pre crisi -segnala la Cia-. Quest’anno – sottolinea ancora la Confederazione – il 22% degli italiani spenderà più del 2014 per acquistare cibo e bevande, mentre il 73% lascerà quasi invariata rispetto all’anno scorso la spesa per la tavola. In ogni caso, gli acquisti saranno più attenti e sostenibili, con oltre il 60% delle famiglie che farà molta attenzione agli sprechi alimentari, adottando “trucchi” ai fornelli per “riciclare” gli avanzi natalizi e fare cucina di recupero non buttando via niente. Niente spese folli, insomma, secondo la Cia : salmone, ostriche, frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sarà un trionfo di prodotti e tipicità locali: ragù, bollito, tortellini in brodo, torte rustiche e dolci artigianali. E per il cenone della Vigilia, che vedrà al centro del menù il pesce, le famiglie compreranno alici, triglie, orate, spigole, trote, capitone invece del costoso caviale d’importazione. E poi ancora una volta lo spumante (in crescita del 4%) trionferà sullo champagne, con il 90% dei brindisi “tricolori” e una netta prevalenza nei gusti di quello dolce (57% delle preferenze) rispetto ai secchi e “brut” (33%), mentre solo un italiano su 10 sceglierà le bollicine “made in France”.

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