Natale e tradizione nelle Dolomiti Friulane

presepeIl paese degli alberi di Natale e quello dei presepi: alle due tradizioni più amate e popolari delle festività natalizie le Dolomiti Friulane dedicano due incantevoli, piccoli, paesi, Poffabro e Andreis che – con il coinvolgimento attivo di tutta la loro gente – fanno da teatro a manifestazioni ricche di fascino e semplicità, Ad Andreis nevica… la fantasia e Poffabro, presepe fra i presepi.

Una sessantina di alberi di Natale decorati con originalissimi addobbi fatti a mano abbellirà Andreis, piccolo paese da fiaba nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane, fino al 6 gennaio. Le decorazioni sono state realizzate tutte a mano da piccoli gruppi di gente del posto: donne, bambini, ragazzi, anziani, che per mesi hanno lavorato insieme e si sono trasmessi a vicenda i saperi e capacità, apprendendo i giovani dagli anziani e gli anziani dai giovani. Per preparare gli addobbi, hanno usato tutto ciò che la montagna poteva loro naturalmente offrire (legno, muschio, pigne, sassi), oppure materiale di scarto e di riciclo, o, ancora, lana, carta, ritagli di stoffa, insomma materie prime povere, scarti recuperati in casa, che con creatività e divertimento hanno tramutato in addobbi insoliti e fantasiosi. Gli abeti sono particolarmente belli da vedere sul fare della sera, quando con le loro tenui luci illuminano un suggestivo itinerario che fa scoprire ai visitatori le viuzze, i cortili, l’architettura spontanea di Andreis, fatta di pietra e legno, preservata intatta nei secoli.
E fino al 18 gennaio decine di presepi trasformano invece Poffabro, uno dei Borghi più belli d’Italia, in un fiabesco museo all’aperto: la caratteristica della rassegna è infatti che tutti presepi sono esposti negli angoli più suggestivi del borgo. A realizzarli sono artisti, semplici hobbisti e appassionati di tradizioni popolari, ma anche le famiglie e le associazioni del paese. Le tecniche usate e gli allestimenti sono i più vari: dai presepi con le tradizionali statuine in porcellana, gesso e legno, a quelli realizzati con materiali e tecniche innovative e fantasiose, come il vetro, le stoffe destrutturate, le stoppie, i saponi intagliati, il rame battuto e la lana. Ci sono presepi fatti in cioccolato e con dolci, altri ambientati su sfondi di cotone, cruda pietra o accogliente paglia e quelli che riproducono la vita di questo incantevole borgo di montagna, con scenografie che raccontano in scala, e con particolare cura, le piazze, le vie, le architetture del paese. Alcuni raggiungono dimensioni ragguardevoli, altri sono accolti in scenografie fantasiose, anche molto piccole: un minuscolo pentolino in rame, una radice d’albero, una pagnotta che culla al suo interno un piccolissimo Gesù. Il tutto si snoda in una suggestiva ambientazione, con decorazioni di frutta, fiori e legno lungo le stradine, musiche natalizie e luci soffuse, capaci di incantare ogni anno migliaia di visitatori e trasformare lo stesso Poffabro in un presepe en plein air, particolarmente suggestivo da visitare all’imbrunire, quando si accende di mille luci di candele

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