Natale: il menu diventa low cost. Ma al brindisi non si rinuncia

Tavolata ricca1
Niente più salmone, ostriche o caviale, ma ampio spazio alle più economiche trote o sgombri. A causa della crisi e dei rincari previsti nel carrello il menu del classico cenone della vigilia, di Natale o di Capodanno, quest’anno sarà più low cost. Non tutti infatti potranno permettersi pesce fresco e buon vino e molti porteranno a tavola dei prodotti più economici, ma sempre “tradizionali”. E’ la previsione dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che, sulla base di un monitoraggio, prevede per il ‘classico’ cenone di Natale un aumento medio della spesa nel carrello dell’1% rispetto allo scorso anno, mentre per San Silvestro il costo dovrebbe lievitare del 2%. In particolare, per il cenone di Natale a casa la spesa media ammonterà – secondo Federconsumatori – a 32,15 euro a persona, pari a 192,90 euro per una famiglia composta da genitori, due figli e due nonni. Ma se si scegli il Menu “anticrisi”, che comprende pesce e vini più economici, si spenderanno invece 15,67 euro a persona, per un totale di 94,02 euro a famiglia, pari al 51% in meno rispetto al menu classico. Più elevato il budget da mettere in cantiere per il cenone di Capodanno tra le mura domestiche, con una spesa media che ammonterà a 40,37 euro a persona, pari a 242,22 euro per una famiglia composta da genitori, due figli e due nonni. Anche in questo caso però, scegliendo un Menu “anticrisi” che comprende prodotti più economici, si potrà contenere la spesa a 25,90 euro a persona, per un totale di 155,40 euro a famiglia, pari al 36% in meno rispetto al menu classico. Ma pur attenti alla tasca gli italiani quest’anno potranno beneficiare del moltiplicarsi di promozioni e offerte speciali nei supermercati e dell’aumento degli acquisti nei mercatini allestiti dagli agricoltori, precisa la Cia, che prevede quindi che solo l’11% delle famiglie spenderà meno per cibo e bevande, mentre l’89% lascerà invariato il budget sia per il cenone della Vigilia che per i pranzi di Natale e Santo Stefano. Scadenze fiscali e crollo del potere d’acquisto (-12% dall’inizio della crisi), sottolinea la Cia, non hanno scoraggiato i consumi di panettone, spumante e piatti della tradizione. Ma anche se gli acquisti saranno molto più cauti degli anni scorsi al brindisi con le bollicine non si rinuncia e lo spumante continuerà a trionfare sullo champagne, con il 91% dei brindisi rigorosamente tricolore. Secondo l’Ovse, Osservatorio economico nazionale dei mercati e consumi vini e vini spumanti, nelle feste 2014-2015 voleranno circa 50 milioni di tappi made in Italy, per un valore al consumo intorno a 420 milioni di euro: un valore stabile rispetto al 2013.

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