Naufraga a Strasburgo definizione comune per l’Assenzio

assenzioFonte di creatività per generazioni di artisti a cavallo tra Otto e Novecento, messo poi al bando in molti paesi del Vecchio continente, l’Assenzio fa ancora discutere in Europa. Il Parlamento Ue ha infatti bocciato la proposta finalizzata a definire la bevanda, chiamata anche ‘Fee Verte’, fata verde, che più di tutte ha sollevato passioni e crociate contrarie. Per 409 voti a favore, 247 contro e 19 astensioni, è arrivato il no di Strasburgo, motivato per il fatto che con questa nuova definizione i produttori di certe varietà tradizionali e regionali di assenzio non avrebbero più potuto chiamare la loro bevanda con lo storico e discusso nome. Secondo la proposta iniziale della Commissione Ue, l’alcolico avrebbe dovuto contenere dei livelli minimi di anetolo, olio essenziale dal gusto di anice, e del tujone, uno stimolante, prodotto dalla Artemisia absinthium o assenzio maggiore. I deputati hanno sottolineato che le ricette tradizionali di assenzio non richiedono un livello minimo di anetolo, visto che la produzione dipende dalla disponibilità locale di erbe aromatiche. Altro elemento di discordia il tujone, visto che non tutte le varietà di assenzio maggiore contengono questo stimolante, che se assunto in grandi quantità può causare crisi epilettiche. Fissare un livello minimo di tujone, insistono gli eurodeputati, entra inoltre “in contraddizione con la maniera di trattare alcune sostanze suscettibili di nuocere alla salute umana”. Bocciata la proposta della Commissione, a Bruxelles non resta che presentarne un’altra, con la speranza di mettere finalmente tutti d’accordo su questa bevanda permessa nella Ue dal 1991, ma non ancora disponibile in tutti gli Stati membri. (ANSA)
immagine tratta da www.assenzio.info

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