Nei Territori del Mincio dopo 77 giorni di pioggia ci si prepara all’estate

Gardesana Pellaloco a valle ferrovia (Medium)Preoccupazione per quanto accaduto durante l’inverno e, intanto, irrigazione al via. In una rete di canali che, messa in fila, potrebbe rendere navigabile un tratto compreso tra le due città d’acqua d’eccellenza come Mantova e Amsterdam. “La nostra rete d’acque e canali mantovana è lunga 1300 chilometri, serve per sostenere il meglio del made in Italy famoso nel mondo – spiega Elide Stancari, presidente del Consorzio di Bonifica Territori del Mincio: i foraggi per il Grana Padano e gli allevamenti da carne, il mais da granella e da insilato, il riso, le colture specializzate quali meloni, pesche, kiwi, mele e colture orticole da consumo fresco. Una rete che riempiamo attingendo da Garda, Mincio (per 47.000 ettari irrigui), e Oglio (per 3.000 ettari irrigui)”.

Canali, però, che hanno un duplice uso, spesso…
“Esatto – risponde la presidente Stancari – si sta concludendo la stagione di scolo e, con il nostro Consiglio, stiamo facendo i relativi bilanci di una stagionalità di piogge sempre più intense e molto ravvicinate, per di più in un anno relativamente mite: l’acqua che cadeva – in assenza di gelo – giungeva direttamente ai canali…”

Questo cosa ha comportato?
“Che, a fronte dell’urbanizzazione dei suoli (sinonimo di accelerato arrivo d’acqua ai canali in tempi brevi), abbiamo avuto situazioni critiche” entra nel dettaglio Cesare Buzzacchi, direttore generale del Consorzio.

Alcuni dati?
“Nel solo periodo compreso tra ottobre e marzo abbiam avuto ben 77 giorni di pioggia, praticamente due mesi e mezzo ininterrotti su un totale di sei mesi. Sono caduti mediamente 450 mm d’acqua sul comprensorio (quasi mezzo metro d’acqua ovunque), per un volume complessivo di 342 milioni di metri cubi d’acqua (quasi un metro del Lago di Garda)”.

Se non ci fosse stata l’attività del Consorzio, cosa sarebbe accaduto?
“Beh, immaginiamo questa mole d’acqua così vasta: 15 milioni di metri cubi sono caduti sulla città Mantova che, essendo impermeabilizzata, senza le idrovore meccaniche della bonifica finirebbe allagata: le immagini del secolo scorso lo dimostrano ancora. Certo, a gravità sono transitati nei nostri canali 216 milioni di metri cubi d’acqua, ma altri 126 milioni di metri cubi d’acqua li abbiamo allontanati meccanicamente, qualcosa come 1000 volte il volume dello stadio Martelli”

Tutto questo da cosa è stato reso possibile?
“Dalla presenza, consolidata, del consorzio, cha ha messo in campo 1000 giornate lavorative uomo solo per l’attività di scolo, dalla sua rete e, soprattutto, dalle competenze tecniche che, oltre che ad essere tramandate, si accrescono di giorno in giorno con le nuove tecnologie. Certo, senza questo lavoro di acqua data al territorio d’estate e allontanata d’inverno… il mantovano sarebbe assai diverso: paludoso d’inverno, arido d’estate”.

CURIOSITA’ SULL’IRRIGAZIONE
Quei prati stabili così antichi…
Tra le curiosità, da segnalare la fornitura d’acqua per una irrigazione a scorrimento, secondo un antico uso agronomico, di 7000 ettari nel bacino del Mincio (nei comuni di Goito, Marmirolo e parte di Roverbella) a prevalenza di prato stabile, alcuni vecchi di centinaia d’anni e, tra Goito e Marmirolo, riconducibili al 1400 al marchesato di Gian Francesco Gonzaga. Ma anche l’irrigazione per la risaia cui è riconducibile quel fitto reticolo idraulico che, ancora, caratterizza il territorio: “i 1500 ettari presenti ne fanno una interessante realtà risicola italiana, specie per la coltivazione del Vialone nano”, commenta la presidente Stancari. Il resto dell’irrigazione avviene per sistemi plurirrigui o, in massima parte, per aspersione: “senza questa irrigazione di soccorso la pianura mantovana sarebbe colturalmente morta d’estate”, osserva la presidente.

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