Nel carrello della spesa meno pane, carne bovina, vino e olio. Bene la vendita diretta


”La crisi economica sta modificando le abitudini a tavola e il consumatore appare molto cauto: fa piu’ ricorso alle promozioni e agli acquisti effettuati presso i canali piu’ convenienti, come gli hard-discount. Anche davanti a prezzi che non hanno subito rincari, sussiste un clima d’attesa e si conferma un impoverimento della spesa”. Cosi’ la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta i dati Istat sulle vendite al dettaglio, sottolineando che ”pane, carne bovina, vino, olio d’oliva, agrumi, primi patti surgelati, salumi Dop sono i prodotti alimentari che hanno segnato nel corso del 2009 i cali piu’ evidenti nei consumi domestici”. La Cia osserva come il dato tendenziale (-3,3%), ”estremamente negativo”, confermi ”le difficolta’ che incontrano le famiglie italiane, che nel 60% dei casi, a causa della crisi economica, sono state costrette a cambiare menu’. Nel 2009 si e’ evidenziata una flessione, su base quantitativa, nella domanda di derivati dei cereali (-2%), dovuta soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a crescere la pasta, che, nonostante i rincari, mette a segno un aumento (tra il 2 e il 2,5%). Cali anche per la carne bovina (-2,1%) e avicola (-1,2%), per l’olio di oliva (-3,4%) e per i vini e spumanti (-1,3%). Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina e salumi senza denominazione (+0,1%). Calano, al contrario, quelli Dop. Per gli ortaggi, si e’ registrato un incremento delle vendite (+1,4%), cosi’ come per latte e derivati (+1,1%). In risalita i consumi di frutta (+3,4%) e di prodotti ittici (+3,7%).
”Aumentano in controtendenza gli acquisti diretti di cibo e bevande dai produttori agricoli in azienda o nei mercati degli agricoltori che ben si adattano a tutte le forme di commercializzazione innovative: dalle aziende in adozione alla spesa di gruppo”. E’ quanto sostiene la Coldiretti nel commentare i dati sul commercio fisso al dettaglio che a gennaio sono in calo in tutte le forme distributive con una riduzione record del 3,3 per cento per gli alimentari. ”Al calo dei consumi alimentari nel dettaglio tradizionale – precisa l’organizzazione degli imprenditori agricoli – fa da contraltare il boom delle vendite alternative con oltre centomila italiani che si garantiscono forniture alimentari con il miglior rapporto prezzo/qualita’ attraverso l’adozione, dalla mucca al maiale, dall’orto alla frutta fino al vino, avvalendosi anche degli strumenti informatici per entrare in contatto con aziende agricole e mercati”. Coldiretti segnala che ”sono oltre 500 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, i cosiddetti farmer market, aperti in tutte le regioni italiane con un aumento del 360 per cento nel 2009 mentre sono saliti a 63.600, con un aumento del 7 per cento, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove e’ possibile comperare direttamente, secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000”. ”Due italiani su tre (67%) – sottolinea – hanno acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato una crescita nel 2009 battendo nell’alimentare negozi ed ipermercati grazie ad un incremento dell’11 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 3 miliardi di euro”. ”Gli acquisti diretti – afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini – sono un’opportunita’ per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono cosi’ garantirsi una spesa sicura e di qualita’ al giusto prezzo”. (ANSA).

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