Nel Lunario Calende e Segni per sapere che tempo farà

Agri 1002_20140118_Tranche 04Questa settimana volevo parlarvi delle Calende e dei Segni. Sono un po’ in ritardo per le Calende e in anticipo sui Segni, ma tenete queste informazioni per il prossimo anno.
Le Calende, e le Calendine, sono i giorni d’inizio gennaio (rispettivamente i primi 12 e i secondi dodici), e corrispondo, in ordine, ai mesi dell’anno (le Calende). Mi spiego: l’uno gennaio rappresenta gennaio, il due, febbraio e così fino al dodici gennaio che rappresenta dicembre. Le Calendine funzionano al contrario, il 13 gennaio è dicembre, il 14 è novembre e così via fino al 24 gennaio, che raffigura gennaio.
Il tempo che di solito fa per Calende e Calendine (che correggono le Calende), corrisponde a quello che farà nel mese corrispondente.
E dunque, se il primo di gennaio sarà freddo e piovoso, lo stesso sarà il tempo per tutto gennaio. Le Calende venivano utilizzate, con le stesse regole, per prevedere i raccolti e anche la salute dei familiari.
Ci potete credere o meno a Calende e Calendine, ma come dice un proverbio parmense, quello che vale è San Pàvel dai sign (San Paolo dei segni).

Alla vigilia della festa della Conversione di San Paolo (che è il 25 gennaio), e dunque nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, in tutta Italia si fanno presagi per l’anno appena cominciato. Tantissimi i metodi.

Uno dei più originali è quello delle cipolle.
Si prende una bella cipolla, la si taglia su un tagliere prima in due poi in quattro parti, e poi ancora fino ad ottenere 12 spicchi.
Disponete gli spicchi con la parte concava in alto, segnate accanto il nome del mese, e metteteci sopra qualche grano di sale grosso marino.
Il tagliere con le cipolle va poi messo su un davanzale esposto ad Est.
Alla mattina del 25 gennaio, prima del sorgere del sole, le cipolle vanno portate in casa e analizzate. Gli spicchi che nel sciogliere il sale hanno formato un piccolo ristagno d’acqua, corrisponderanno a mesi “bagnati”, dove la pioggia la farà da padrone, quelli asciutti, ai mesi aridi e siccitosi.

Dopo tutte queste divinazioni, di Calende, Calendine e Segni, per chiudere un proverbio modenese, che sembra mettere tutti con il cuore in pace: Ed calend a-n m’in cur, basta ch’al dè ed San Pèvel a sia scur (Delle calende non mi curo, basta che il giorno di san Paolo sia scuro). E cioè, se nel giorno di san Paolo il cielo è coperto, tutte le previsioni fatte non si avverano.

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