Nel Lunario del Giorno dei Morti san Tobia, protettore dei becchini

Agri 991_20131102_Tranche 03-1Il 2 novembre, si sa, è il Giorno dedicato ai Morti, ma è anche la festa di san Tobia, guarda a caso patrono dei becchini.
Tobia si racconta fosse uno dei tanti martiri di Sebaste, località turca, e che di mestiere facesse il soldato dell’esercito imperiale. Poche le notizie, tant’è che alcuni storici sostengono che il nostro Tobia – patrono dei becchini – non sia altro che il personaggio biblico Tobia il Giovane, detto anche Tobiolo, che secondo l’Antico Testamento era colui che, nottetempo, raccoglieva i cadaveri degli ebrei gettati dalle mura del palazzo del re di Babilonia dandone sepoltura. Quale sia la verità è difficile saperlo, resta il fatto che un Tobia, santo, per via del mestiere del personaggio biblico o per la coincidenza calendariale della festa del martire soldato con il Giorno dei Morti, protegge la categoria dei becchini.

Dai becchini alla morte il passo è breve. La Morte, nell’immaginario popolare, ha sempre rivestito un ruolo fondamentale, tant’è che le superstizioni che la riguardano sono tantissime.
Partiamo dai presagi di morte. Segni premonitori di morte sono: la gallina che canta da gallo; il canto dei rapaci notturni: gufo, civetta e barbagianni; l’ululato del cane di notte e rumori o scricchiolii improvvisi e inaspettati in casa, quando vi giace un ammalato; il ronzio che il tarlo emette rodendo il legno; ammalarsi di venerdì; deporre il cappello sul letto di un ammalato; sognare la caduta di un dente e le scarpe rotte; la caduta di un quadro; la rottura di uno specchio; il singhiozzo e cambiare di posto a tavola.
Chi muore con gli occhi aperti, è segno che presto chiamerà a sé uno della famiglia. Quando in una casa muore qualcuno di venerdì, è segno che ne moriranno altri tre entro l’anno. Quando in una famiglia muoiono due persone, presto ne morirà una terza.
Sognare un morto significa che presto si riceverà una gradita visita o una buona notizia.
Quando qualcuno sta per morire non bisogna mai stargli ai piedi del letto, altrimenti l’anima non può essere accolta in Paradiso. Quando una persona fa una cosa contraria alla sua indole e alle sue abitudini, si dice che vuol morire. Ad annunciare o sognare la morte di una persona in buona salute, gli si allunga la vita. Parlando di una persona morta non si deve mai pronunciarne il nome, ma frasi di rito come buon’anima o pover’uomo.
Altre superstizioni sulla morte sono che le lacrime dei moribondi sono infallibili per far passare il male di testa e che non bisogna mai spazzare per terra con un morto in casa, per non rischiare di buttargli via l’anima. Infine, se il cuore batte in modo insolito, se si ha un sussulto improvviso o se battono le palpebre, è segno che la morte è passata vicina.

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