Nel Lunario di Andrea Malossini i proverbi sulla prima neve

“Quând la neva la fa da capel, vend la vaca e compra e’ mantel, quând la neva la fa la brega, vend e’ mantel e compra la chevra “, e cioe’ “Quando la neve fa il cappello ai monti, vendi la vacca e compra il mantello; quando la neve fa le brache (ai monti) vendi il mantello e compra la capra.” Questo proverbio romagnolo scandisce l’inizio e la fine della stagione delle nevicate, e i relativi comportamenti. Ad inizio di novembre, le prime nevicate sulle cime delle montagne annunciano l’inizio dell’inverno, ed è bene coprirsi, mentre quando inizia il disgelo (le brache ai monti), il mantello non serve più.
ma anche un altro proverbio trentino suggerisce significati analoghi: “Novembre de bruma davanti ‘l me scalda e drio ‘l me consuma ” e cioe’ la brina (freddo) di novembre, il fuoco mi scalda il petto ma non la schiena. In Trentino ma non solo, le prime brinate di novembre annunciavano l’arrivo dell’inverno e dunque la data nella quale si accendeva il focolare per difendersi dal freddo. Il fuoco, però, anche in senso metaforico, scalda solo la parte esposta in direzione delle fiamme e non tutto il corpo.
Quanto ai santi ricordati nella settimana, il primo e’Uberto di Tongeren-Maastricht: santo (Belgio, 655 – Tervueren, Belgio, 727). Vescovo di Maastricht e di Liegi, fu un appassionato cacciatore. Secondo la tradizione, ispirata alla leggenda di sant’Eustachio, un venerdì Santo, durante una battuta di caccia, avrebbe ricevuto la visione di un Crocifisso tra le corna di un cervo che lo avrebbe invitato ad abbandonare la sua vita dissoluta e a convertirsi. È il patrono dei cacciatori, dei cani da caccia, delle guardie forestali, dei fabbricanti e commercianti di pelli, dei macellai, nonché invocato contro l’idrofobia, la rabbia, contro il morso dei cani arrabbiati e dei rettili. Uberto è anche protettore di Liegi. Festa 3 novembre.
A seguire due santi celebrati il 4 novembre, Vitale e Agricola.
Vitale di Bologna: santo e martire (m. Bologna, 304). Schiavo di santo Agricola, subì il martirio con tale coraggio che anche il padrone decise di seguirlo nel destino. È il patrono di Salsomaggiore Terme.
E poi Agricola: santo e martire (Bologna – Bologna, 304). Martirizzato sotto Diocleziano, Agricola è diventato il protettore dei padroni per aver convertito il proprio schiavo Vitale al Cristianesimo e per averlo accompagnato al martirio senza timore di venire anch’egli crocefisso per amore di Cristo.

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