Nel lunario i proverbi di maggio

Agri 1017_20140503_Tranche 03-2La paremiologia è la scienza che si occupa dei proverbi e i settori più interessanti sono quelli a tema agrario. Di solito cerco proverbi dal significato nascosto che, se un tempo erano compresi da tutti, oggi, spesso, hanno bisogno di una spiegazione.
E già che siamo in maggio, mese ricchissimo di proverbi e tradizioni, volevo fare una sorta di gioco: sceglierne un tema ben preciso e analizzarne tutte le varianti, le sfumature, che sono la vera ricchezza di questa scienza.
Il “proverbio” di partenza lo propongo in italiano, dato che esiste in tutti i dialetti: Maggio ortolano, molta paglia e poco grano, al quale spesso si affianca l’altrettanto celebre: Maggio asciutto, gran per tutto.
In pratica i due proverbi dicono la stessa cosa e cioè che, se il mese di maggio è piovoso (i mesi ortolani sono mesi nei quali la pioggia abbonda: modo di dire derivato dalla proverbiale necessità di acqua di questa categoria di agricoltori) il frumento stenterà a crescere e a produrre grani; se invece il mese sarà secco e polveroso, il raccolto di frumento sarà abbondante.
Gli agronomi, infatti, ben sanno che la pioggia eccessiva finisce spesso per compromettere la delicata fase della fecondazione.
Passiamo ora alle varianti locali, come questa, romagnola, dove la dannosità della pioggia di maggio viene evidenziata: Maz bagnè, poc gran che us ha da insache; maz bagnè se srà, poch gran us insacarà (Maggio bagnato, poco grano che si ha da insaccare; se maggio sarà bagnato, poco grano si insaccherà).
Un po’ meno comprensibile, per rimanere in Romagna, il detto: Quand e piov trop e’ mes d’maz, la spiga la fa e’ gambaraz (Quando piove troppo il mese di maggio la spiga fa il gambo marcio). Traduzione difficile ma proverbio dal chiaro significato.
A Parma, la pioggia di maggio, più che indicare il futuro raccolto, invita gli agricoltori in caso di pioggia a mettersi in cerca di grano per il successivo inverno, tanto scarso sarà il raccolto: Quand Magg va ortlàn, ciàpa ‘1 sacc e va per gran, (Quando maggio è piovoso, prendi il sacco e vai a comprare il grano).
Avrete capito che la tradizione e i proverbi hanno una certezza: se a maggio piove, il frumento non si raccoglie. Eppure, non è proprio così. Un po’ per i cambiamenti climatici e un po’ per le varierà di grano molto più precoci rispetto al secolo corso, ora il re dei cereali si raccoglie all’inizio di giugno e non alla fine, e dunque non è maggio a non dover essere piovoso, ma aprile, il mese prima.
Mi sa che aver scelto maggio per spiegare la paremiologia non è stata una bella idea, o forse sì. Dopotutto, il detto romagnolo che Maz, mes di mët e di sumër, (Maggio, mese dei matti e dei somari), non si fa certo problemi sulle stranezze di maggio.

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