Nel lunario i proverbi per Santa Maddalena e Sant’Apollinare

Agri 976_20130720_Tranche 04a-1Oggi inizio con un proverbio bresciano, ma presente in forme simili in tutti i dialetti del Nord: A Santa Madalena, la nus l’è piena.
Significa che in occasione della festa di santa Maria Maddalena, il 22 luglio, le noci e le nocciole hanno al loro interno il frutto già formato.
Sempre per questa ricorrenza, un proverbio della montagna bolognese ricorda invece che era tradizione raccogliere l’avena: Per Sènta Madalena e s taia l’avena.
Un terzo proverbio, marchigiano, ricorda infine che spesso, il 22 luglio, Maddalena porta degli acquazzoni: Sanda Maria Maddalena la piova se la mena.

Santa Maria Maddalena, ricordata nei quattro Vangeli, fu una delle più fedeli seguaci di Cristo e a tutti gli effetti un suo discepolo. Assistette alla crocifissione e alla resurrezione. Chiamata anche Maria di Magdala, in Occidente viene identificata nell’anonima peccatrice che unse Cristo durante il convito in casa di Simone fariseo, e pure con Maria di Betania.
A parte questo bisticcio di nomi, nell’arte è raffigurata con lunghi capelli sciolti ed in mano un vaso d’unguento, in memoria del gesto a lei dai più attribuito: Maddalena lavò infatti i piedi di Gesù, li asciugò con i lunghi capelli e poi li unse con il preziosissimo olio di nardo.
I patronati a lei attribuiti sono quasi tutti legati a questo episodio. È la patrona dei farmacisti e dei profumieri, dei parrucchieri e delle parrucchiere, ma anche delle prostitute e delle peccatrici pentite e ravvedute, ovviamente in riferimento alla misteriosa peccatrice redenta che incontrò Cristo da Simone.

Il secondo santo è Apollinare di Ravenna. Lo dico così, senza il “sant” davanti, per non generare confusione. Per anni, sentendo questo “santapollinare”, ho pensato che si trattasse di una santa. Invece Apollinare fu il primo vescovo e protomartire di Ravenna, conosciuto in tutto il mondo grazie alle due splendide basiliche a lui dedicate a Ravenna. Il culto antichissimo ha ispirato epiche leggende che, benché prive di ogni riscontro storico, raffigurano Apollinare alle prese con miracolose guarigioni e supplizi tremendi.
È il patrono di Ravenna, della Romagna, della Regione Emilia Romagna e di Cattolica. Il motivo per il quale il Santo è conosciutissimo in Germania, e Dusseldorf l’ha scelto come protettore, deriva dal fatto che, nel periodo della Controriforma, la chiesa ad esso dedicata venne annessa al Collegio Germanico in Roma, diffondendone così la popolarità. La festa è 23 luglio.
Il Romagna, citando il santo, ricordano che nella notte di sant’Apollinare i rondoni iniziano la migrazione: La nòtt d’Sân Puliner us avéia i rundôn (la notte di sant’Apollinare si avviano i rondoni)

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