Nel Lunario i Santi Innocenti patroni dei trovatelli

Agri 998_20131221_Tranche 03-2Il 28 dicembre si festeggiano i Santi Innocenti, nome con il quale sono ricordati i bambini sotto i due anni fatti uccidere da re Erode a Betlemme, nel tentativo di liberarsi di Gesù. In memoria di questo tragico episodio, i santi Innocenti sono i patroni degli ospizi e dei trovatelli.

Il tema dei Trovatelli, figli di N.N. o più tecnicamente “esposti”, cioè i bambini abbandonati in tenera età o non riconosciuti alla nascita, è molto curioso, tant’è che in Italia ha generato una quantità di Cognomi che ha dell’inimmaginabile.
Nell’800 soprattutto, il fenomeno dell’abbandono dei bambini presso le istituzioni religiose era comunissimo, tant’è che circa un terzo dei nati in quel secolo in Italia (e in Europa) erano trovatelli.
Per far fronte a questa emergenza, i Conventi e le Chiese si attrezzarono con il sistema della ruota (il neonato veniva appoggiato nella struttura che fatta ruotare portava il bambino al riparo dell’edificio), per dare la possibilità ai genitori di abbandonare i figlie e restare anonimi, e al contempo evitare che questi poveri sventurati finissero per strada all’addiaccio.
Con così tanti trovatelli, uno dei problemi da non sottovalutare era trovargli un cognome. Sul finire dell’800 in tutta Italia il cognome divenne un obbligo.
I cognomi dei trovatelli sono in buona parte riconoscibili ancor oggi: quasi ogni città ne aveva infatti di caratteristici.
A Napoli il cognome dei trovatelli è Esposito, mentre a Roma è Proietti.
Trovato è molto comune in Sicilia, Dioguardi e Diotallevi in Umbria, Casadio e Degli Esposti a Bologna e in parte della Romagna e a Venezia è Vianello.
Quando la fantasia finiva e i bimbi ai quali assegnare un cognome erano tanti, ci si ispirava al santo del giorno; e così nacquero Gennari, Santamaria, Antonini, Giuseppi, Sangrato e così via.
Curiosa e per certi aspetti simile l’origine dei trovatelli milanesi e fiorentini. A Milano prevale il cognome Colombo, o le varianti Colomba, Colombini, Palumbo, Palombelli, Tortora o Tortorelli , a ricordare l’emblema dell’Ospedale Maggiore di Milano che è appunto una colomba. A Firenze e in buona parte della Toscana si è invece affermato il cognome Innocenti: questo perché gli esposti toscani finivano quasi sempre allo Spedale di Santa Maria degli Innocenti, struttura che guarda a caso prese il nome proprio dalla “Strage degli innocenti”
Tornando ai trovatelli milanesi, i Colomba, vediamo che in questa settimana hanno un doppio motivo per festeggiare.

Il 31 dicembre è infatti la festa di santa Colomba di Sens. Vergine e martire spagnola vissuta nel III secolo, Colomba tentò di sfuggire alla persecuzione scappando in Francia. Lì, assieme ad altri compagni spagnoli, fu catturata ed uccisa. È la patrona dei colombi (forse per via del nome), ed è implorata per ottenere la pioggia. Questo ultimo patronato ricorda il miracolo che le consentì di sfuggire al primo martirio: una violenta pioggia spense infatti improvvisamente il rogo.

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