Nel lunario il Carnevale e i suo giochi

Agri 1007_20140222_Tranche 02-1“Semel in anno licet insanire”, cioè: una volta all’anno è lecito impazzire. Questo antico detto latino si riferisce al Carnevale, periodo nel quale quasi tutto è permesso, quasi a voler far scorta di stravizi, poi proibiti durante la successiva Quaresima. Il nome della festa deriva infatti dal latino carnis laxatio, evolutosi nell’italiano antico “Carnasciale”, con il significato di “abbandono della carne”, e corrispondeva al martedì grasso, ultimo giorno nel quale si poteva mangiare carne.

Una sintesi dei vizi carnevaleschi è racchiusa in questo proverbio, presente in quasi tutti i dialetti: La gola, il ballo e il gioco in carnevale, vidi ogni anno a qualcuno esser fatale.

I giochi all’aperto, in particolare, erano protagonisti di questa ricorrenza. Due su tutti: la ruzzola e la lippa. Vediamo di cosa si tratta.

La Ruzzola, chiamata anche rotella o giullo, è un gioco – che in realtà viene ancor oggi praticato in alcune regioni – che consiste nel far ruzzolare il più a lungo possibile una rotella. La ruota, di legno pieno, viene lanciata dai giocatori a mano o con l’ausilio di un nastro, e a volte tenuta in equilibrio con l’aiuto di un’asta.
La vittoria va a chi la tiene in movimento più a lungo, o termina un percorso prestabilito nel minor tempo.
Tantissime le varianti, ad iniziare dalla ruzzola, che in qualche caso non è di legno ma è costituita da una forma di formaggio stagionato.
La ruzzola era considerato un gioco pericoloso per l’incolumità fisica delle persone, per l’ordine pubblico e pure per la dubbia moralità, essendo spesso collegato alle scommesse. Molti i tentativi per regolamentarla, reprimerla o addirittura proibirla.

Il gioco della Lippa, ormai dimenticato, è stato il più diffuso dei giochi popolari italiani fino all’inizio del ‘900. Per fare capire quanto questo gioco fosse di moda, basta guardare quanti regolamenti comunali ne proibivano e disciplinavano la pratica, per via dei sempre più frequenti incidenti che il gioco provocava nelle piazze cittadine sul finire dell’inverno.
A fronteggiarsi in questo gioco sono di solito due squadre, anche se è possibile giocare uno contro uno o da soli. Prima di iniziare, ogni concorrente deve preparare un bastone lungo un metro o poco più, ben levigato e robusto. Con un altro bastoncino, lungo una spanna, si prepara la lippa, che deve essere assottigliata alle due estremità. Scavata una piccola buca, si pone la lippa sul bordo, in maniera che una delle due punte sporga in alto. Con un colpo secco e deciso, ma non troppo forte, il concorrente deve colpire con il bastone la lippa, facendola sollevare da terra e, velocemente, cercare di colpirla nuovamente prima che ricada al suolo, scagliandola più lontano possibile. Vince appunto chi la scaglia più lontano o chi riesce a superare un ostacolo predefinito.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.