Nel lunario il “santo degli equivoci”

Agri 962_20130413_Tranche 04-1I santi di questa settimana sono veramente originali. Questa volta mi sono superato. La prima è una santa: una tal Liduina. Si festeggia il 14 aprile e in Olanda è popolarissima. A soli 12 anni fece voto di verginità (stiamo parlando del XIV secolo), dedicandosi alla preghiera. Un brutto giorno, convinta dalle amiche, decise di andare a pattinare (che è un po’ lo sport nazionale olandese). Purtroppo non doveva essere una gran pattinatrice, e cadde malamente rompendosi una costola. A causa dell’incidente restò convalescente per un lunghissimo tempo, al quale seguirono una interminabile serie di malattie che la immobilizzarono a letto per ben trentotto anni, fino alla morte. Come magra consolazione, l’inesperta Liduina è diventata patrona dei pattinatori.

Il secondo santo è, in assoluto, il mio preferito: sant’Espedito di Melitene.
La leggenda vuole Espedito – soldato romano d’origine armena – martire a Melitene, in Turchia, nel IV secolo.
La storia però è molto diversa, e credo che Espedito si sia guadagnato il titolo del “santo degli equivoci”. Dico subito che Espedito è tutta un’invenzione, e non è mai esistito. Partiamo dal nome. Espedito si chiama in questo modo perché le reliquie di un martire sconosciuto arrivarono a Roma dalla Turchia in un pacco con sopra scritto “Expeditus”, cioè, “spedito”. Fatto il santo, serviva una vita avventurosa e magari qualche patronato. Nel linguaggio militare, il plurale “expediti”, indicava la fanteria leggera, e in particolare gli appartenenti del corpo della Legione romana “Fulminante”. Detto fatto, Espedito venne promosso a Comandante di questa legione. Per i patronati fu un gioco da ridere a questo punto: dato che expeditus significa “libero da impacci”, Espedito era dunque colui “che perora velocemente le cause di chi gli chiede una grazia”. Inizialmente invocato per le cause urgenti è poi diventato il patrono dei commercianti (celere disbrigo degli affari), dei naviganti, e più in generale di tutto quello che deve essere fatto in fretta”.
Sant’Espedito è dunque il santo che non rimandava nulla al domani, neppure nella concessione delle grazie. Se dunque avete qualcosa da chiedere, in fretta, e non avete tempo per i tempi secolari di un santo qualunque, invocate sant’Espedito. La sua festa è 19 aprile.

Attenti però, perché in Sicilia dicono che: Cu accurza allonga e cu allonga accurza. (Chi vuole fare le cose in fretta alla fine perde più tempo).

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