Nel lunario la domenica delle Palme e la Settimana Santa

LUNE_Malossini_20140412 x AGRI-1Il questa settimana abbiamo sia la Domenica delle Palme sia l’inizio la Settimana Santa, ricorrenze ricchissime di tradizioni e nelle quali – come spesso avveniva – si facevano presagi per il futuro.
Un proverbio molto bello e in apparenza dal difficile significato è questo: Acqua a il Pälam, sul a il ciap. E’ piacentino e la traduzione letterale è: Acqua per le Palme, sole per le chiappe. Il che, tradotto, significa che se il giorno delle Palme piove, è segno che per Pasqua, giorno nel quale si mangiano le uova sode spaccate a metà, dette chiappe d’uovo, sarà bel tempo.

Ma torniamo alla Domenica delle Palme e all’ulivo benedetto: amuleto potentissimo che ogni anno va rinnovato. La tradizione vuole che l’ulivo venga benedetto durante la messa della Domenica precedente la Pasqua e poi conservato alla parete della camera da letto fino all’anno successivo. I ramoscelli rimasti dall’anno precedente, per rispetto, non vanno gettati, ma bruciati nel focolare facendosi il segno della croce. Numerosissimi i riti superstiziosi legati all’olivo e alle palme benedette in questo giorno. Bruciato nei momenti di bisogno, l’olivo pare abbia il potere di placare i temporali e proteggere gli animali.
Tanti poi i sistemi per prevedere il futuro facendo bruciare le foglie vecchie dell’olivo benedetto, soprattutto in campo amoroso.

Una tradizione del Giovedì santo è quella della Legatura delle piante da frutto.
In passato – ma qualcuno lo fa ancora – i contadini andavano nel frutteto con il figlio più piccolo, con corde e vimini, per legare strettamente il tronco delle piante da frutto. L’operazione, a sentir loro, garantiva un’abbondante produzione di frutta.
Le spiegazioni di questo curioso rito sono diverse, anche se la più attendibile sembra essere tra l’assonanza dei termini legare e allegare (la fase nella quale l’ovario del fiore fecondato si trasforma in frutticino).
Le piante da frutto, durante la Settimana Santa, sono quasi sempre in fioritura (soprattutto peri e meli), cioè nella fase immediatamente precedente all’allegagione.
E legandole, si favoriva questa delicatissima fase.
Alcuni studiosi vedono invece nella legatura rituale la volontà di fissare i frutticini appena formati alla pianta; altri ancora, infine, azzardano la teoria che la legatura del tronco rallenti la risalita della linfa, contribuendo a limitare la naturale cascola dei frutticini.
Da come sta andando quest’anno, con le fioriture in anticipo di almeno 15 giorni, e i frutticini già formati, preferisco credere che legando i tronchi si fissino questi alla pianta, dando loro modo e tempo di crescere tranquilli fino al raccolto.

Per chi vuol provare, l’ora esatta della legatura sono le dieci della mattina del Giovedì santo, mentre quella della slegatura, sempre le dieci del Sabato Santo.

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