Nel Lunario san Bernardo

LUNE_Malossini_20140614 x AgriIl 15 giugno la Chiesa festeggia un santo noto ai più per una simpatica razza di cani. Avete capito di chi si tratta? No? Allora un altro aiuto: portano il suo nome un Passo, un Colle e un Traforo sulle Alpi. Infine, è il patrono degli alpinisti.
E’ san Bernardo di Aosta, o di Mentone, dal quale sono derivati il nome dell’omonima razza canina, del Passo e del Traforo del Gran San Bernardo e del Colle del Piccolo San Bernardo.
Ma cose fece questo santo vissuto a cavallo dell’anno 1000 per meritarsi così tanta attenzione nei Paesi alpini?
Alcuni sostengono che fosse nativo di Mentone, altri di Aosta. Documenti storici lo vogliono arcidiacono della cattedrale di Aosta e grande protettore dei pellegrini che dalle Alpi transitavano.
Grazie a lui le Alpi divennero più sicure, sia per aver fatto costruire ospizi permanenti per i viaggiatori sul Grande e il Piccolo San Bernardo, sia per aver liberato dai briganti i passi alpini.
In particolare, l’aver reso sicuro il passaggio di Monte Giove (ora in suo onore chiamato Gran San Bernardo), è considerato dagli storici di vitale importanza per l’allora sviluppo degli scambi in Europa, dato che da lì passavano merci, persone e idee, in quanto naturale collegamento tra il Nord e il Sud Europa.
Per questo impegno a tutela della gente di montagna e dei pellegrini che vi transitavano, è stato nominato patrono degli alpinisti, degli alpigiani e montanari, nonché degli sciatori e dei viaggiatori in generale.

Parliamo ora della razza canina, che dal Santo prende il nome. Documenti storici – e perfino un dipinto che ritrae questi simpatici cani – attestano che fosse già diffusa nella seconda metà del ‘600. E’ certo che i San Bernardo venissero utilizzati per proteggere i pellegrini e i canonici degli Ospizi dai briganti, ma anche per il trasporto di carichi leggeri e azionare mulini e piccoli apparecchi che necessitavano di forza motrice. Il loro impiego più celebre, però, divenne a partire dal 1650 quello di ausiliari dei canonici (detti marronnier), vere e proprie guide alpine che avevano il compito di accompagnare i pellegrini. Da allora i “San Bernardo” si specializzarono nel tracciare piste nella neve fresca e soprattutto ritrovare i viaggiatori dispersi.

Una curiosità, i campioni tra i San Bernardo si chiamano spesso “Barry”, in onore di un cane di questa razza che all’inizio dell’800 si rese protagonista di decine di salvataggi. Tradizione così consolidata che la razza, nella Svizzera francese, viene chiamata “Chien Barry”.

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