Nel lunario San Claudio di Condat patrono di giochi e giocattoli

Agri 1021_20140531_MalossiniSan Claudio di Condat, festeggiato il 6 giugno, morì sul finire del VI secolo. Francese, prima fece il soldato di ventura e poi, dopo aver abbracciato Cristo, fu abate a Condat e poi vescovo di Besançon.
Oltre a questo si sa poco, se non che è invocato da secoli in casi e per professioni strane. E’ patrono dei fabbricanti di chiodi, dei tornitori e dei conciatori di pelli. Inoltre, è invocato contro i foruncoli. Il perché non si sa, come è misterioso il motivo per il quale sia il beniamino nonché protettore dei fabbricanti e dei commercianti di giocattoli e di tutto quello che riguarda il gioco in generale.
Probabilmente, questo patronato è nato dal fatto che san Claudio viene sempre raffigurato con accanto un bambino, e questo in memoria di un miracolo che lo vide protagonista per aver resuscitato un bambino.
Comunque sia, mi fa comodo che ci sia un patrono di giochi e giocattoli e di chi li fabbrica, perché è proprio di giochi che volevo parlare.
I giochi dei bambini sono un’inesauribile fonte d’informazione per gli appassionati di tradizioni e spesso una fedele testimonianza di quelli praticati nell’antichità classica. Andare sull’Altalena, far ruotare la Trottola, giocare a Nascondino o a Moscacieca erano, ad esempio, passatempi comunissimi sia tra i Greci sia tra i Romani. L’Aquilone, divertimento popolare anche tra gli adulti, è conosciuto e praticato da qualche migliaio d’anni in tutto il mondo, tanto dalle tribù abitanti le sperdute isole del Pacifico meridionale, quanto dai Cinesi.
Tra i tanti aspetti dei giochi dei bambini, uno dei più curiosi riguarda la disposizione dei giocatori, spesso ispirata dall’imitazione degli adulti.
Questo meccanismo è ben visibile in giochi come È arrivato l’ambasciatore e in gran parte dei Girotondo. Tali giochi, comuni soprattutto tra le bambine, non sono altro che rappresentazione dei rituali di corte dei periodi Medievale e Rinascimentale, quando gli ambasciatori, i principi, o i nobili di turno, si presentavano al castello per chiedere la mano della figlia del Signore del luogo o per stipulare accordi economici e alleanze militari.
Il disporsi schierati in due file una di fronte all’altra, l’avanzare e il retrocedere, il fare l’inchino e la richiesta finale della mano della futura sposa, tutte azioni riprodotte in giochi come Madama Dorè, sono la fedele copia di quello che i bambini vedevano fare ai grandi.
Su queste categoria di giochi – e qui viene il bello – gli studiosi avanzano un’ipotesi interessante, e cioè che tutti quelli che prevedono che i concorrenti si schierino su due file, una di fronte all’altra (come Concì concì concià) hanno origine guerresca, mentre quelli che hanno inizio con i giocatori disposti in circolo (come Madama Dorè), un’origine erotica.
Non so quale giochi amasse san Claudio di Condat: ma con un passato da soldato, probabilmente quelli guerreschi.

Un Commento in “Nel lunario San Claudio di Condat patrono di giochi e giocattoli”

  • Julio scritto il 2 novembre 2014 amdomenicaSundayEurope/Rome 2:47

    Lo de curador de espinillas era por que Claudio era Sanador milagroso de las enfermedades de piel.

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