Nel lunario san Filippo Neri e… acqua in bocca

Agri 968_20130525_Tranche 03-2Per esser santi, bisogna avere grandi qualità umane e un incondizionato amore per il prossimo. Caratteristiche che non mancavano di certo al primo santo di oggi: Filippo Neri.
Fiorentino di nascita (visse nel XVI secolo), fu educato dai domenicani e per un po’ fece il commerciante. Trasferitosi a Roma, si avvicinò a Dio e presto venne consacrato sacerdote. Filippo si distinse immediatamente per l’estrema semplicità, la bontà d’animo e una buona dose di pragmatismo, qualità queste che presto lo portarono ad essere amato da tutti, in special modo dai ragazzi di Trastevere, che lo accolsero come uno di loro.
Il grande merito di san Filippo, chiamato da tutti “Pippo bbono”, è quello di aver “inventato” l’Oratorio, un luogo dove il santo raccoglieva i ragazzi per avvicinarli al Signore e alla religione, nel quale potevano socializzare, studiare e soprattutto divertirsi. Luoghi che si moltiplicarono e che vennero poi gestiti dalla “Congregazione dell’Oratorio”, composta da preti secolari guidati proprio da Filippo. Presto, questi incontri all’Oratorio di Pippo diventarono leggenda, così come le “processioni” apostoliche-ricreative per la città (che il santo chiamava “liete brigate”), che alternavano la preghiera, l’assistenza domiciliare ai malati e ai bisognosi, ai cori in volgare che coinvolgevano tutti: religiosi, laici e bande di ragazzi. E quando gli schiamazzi superavano il lecito, san Filippo cercava di quietare l’allegra combriccola con una frase che è entrata nel gergo romanesco: “State bboni, se potete!”

Un altro detto comunissimo che ha origine da san Filippo Neri, è “acqua in bocca”, come ricorda un proverbio bergamasco: San Felèp a l’ disìa a i fómne de Roma: “aqua ‘n bóca”. (San Filippo diceva alle donne di Roma, acqua in bocca).
Si narra infatti che il santo, a una moglie che gli chiese consiglio su come comportarsi con un marito che ogni sera tornava a casa ubriaco e che lei immancabilmente rimproverava (ricevendo in cambio botte), rispose di tenere in bocca un poco d’acqua. Il marito, non sentendo più rimproveri (alla moglie risultava difficile brontolare con in bocca l’acqua), si calmò e smise di maltrattarla.

Per chiudere, ricordo che San Filippo Neri è uno dei tre “santi fiorentini” di maggio. Gli altri sono san Zanobi (25 maggio), e santa Maria Maddalena de’ Pazzi (27 maggio). Questa coincidenza calendariale ha generato numerosi detti, come Fino ai santi fiorentini, non pigliare i panni fini, proverbio che ricorda che, fino al termine del mese di maggio, è ancora possibile un ritorno di freddo.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.