Nel lunario san Geremia, che ci libera dai coccodrilli, e saint Honoré

Agri 966_20130511_Tranche 04Geremia il profeta, il primo santo di oggi, viene per tradizione invocato per la liberazione dai coccodrilli. Non capita spesso di avere questa esigenza, almeno qui in Italia, ma nel caso succeda, il santo pare sia infallibile.
Questo curioso patronato deriva dalla principale “qualità” del profeta: Geremia era un menagramo, un profeta di sventure che non sopportava i suoi contemporanei, ai quali annunciava solo dolore, patimenti e tribolazioni. Per questo suo comportamento venne soprannominato il “Profeta dei dolori” e, per analogia, collegato al coccodrillo, rettile che ha l’abitudine di piagnucolare, proprio come il Santo.
Piangere “lacrime da coccodrillo” è infatti un modo di dire riferito alle persone che, in caso di disgrazie, fingono di provare dispiacere quando in realtà sono disinteressate o addirittura compiaciute. E quando come aveva previsto Geremia, i babilonesi sconfissero e imprigionarono il popolo di Israele, i concittadini del profeta pensarono bene di lapidarlo per porre fine alle parole di malaugurio.

Tornando al detto “piangere lacrime di coccodrillo”, sembra che questo abbia origine dal mito secondo il quale i coccodrilli versano lacrime di pentimento dopo aver ucciso e divorato le loro prede, o i propri figli.
In realtà, i coccodrilli lacrimano anche in modo molto vistoso per motivi fisiologici: le lacrime servono sia a ripulire e lubrificare il bulbo oculare, sia ad espellere i sali che si accumulano nell’organismo.

Dopo questa lezione sulla fisiologia dei coccodrilli, passiamo a qualcosa di più dolce. Il secondo santo direi che è perfetto: sant’Onorato.
Vescovo di Amiens, vissuto intorno al VII secolo, Onorato è il protettore dei pasticceri e dei panettieri. Una leggenda narra che il Santo, celebrando la messa, vide la mano di Gesù che, dopo avere consacrato l’ostia, gliela offrì. Nell’arte Onorato è ritratto con dei pani e la pala da fornaio. Famose sono la chiesa e, soprattutto, la strada parigina che porta il suo nome: rue Saint Honoré, via lungo la quale, per tradizione, si trovano le più famose pasticcerie parigine. Si festeggia il 16 maggio, possibilmente a tavola, concludendo il pranzo con la torta che porta il suo nome, la Saint Honoré: una pasta sfoglia, guarnita con profiterole, caramello o panna al cui interno nasconde crema pasticcera alleggerita e meringa.

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