Nel Lunario San Gregorio e San Frediano ci proteggono dalle piogge

Agri 993_20131116_Tranche 02Siamo in pieno autunno, stagione che di solito porta piogge intense e a volte inondazioni e allagamenti. Dato il tema, non posso che ricordare due santi festeggiati in questi giorni: san Gregorio Taumaturgo e san Frediano da Lucca. Benché molto diversi tra loro, entrambi hanno qualcosa a che fare con questo umido tema autunnale.

San Gregorio Taumaturgo visse nel 200 dopo Cristo. Originario del Ponto, regione della Turchia sul mar Nero, divenne vescovo di Neocesarea, e durante i trent’anni del suo apostolato convertì quasi tutta la popolazione della sua diocesi. Il soprannome «Taumaturgo» (capace di fare miracoli) spiega da solo il motivo per il quale il Santo sia ancor oggi invocato per risolvere i casi disperati o impossibili.
Tra i tanti prodigi compiuti in vita – e qui arriviamo al tema di oggi – c’è l’aver deviato un fiume che rendeva inaccessibile un luogo di preghiera; l’aver prosciugato con il segno di croce una palude trasformandola in fertile campagna, ed infine l’aver fermato lo straripamento del torrente di Casalmacco, un attimo prima che invadesse il vicino paese, piantando in terra il suo bastone. Gregorio fu dunque un Santo esperto di fiumi, piogge e inondazioni. La sua festa è il 17 novembre.

Il secondo santo di oggi, Frediano di Lucca, fece ancora di meglio, e non si tratta solo di leggende. Venerato soprattutto in Toscana e nell’Alto Lazio, tanto da essere patrono di Lucca, Frediano non era italiano: bensì uno dei tanti religiosi irlandesi che nel VI secolo vennero in Italia, predicando il Vangelo. In realtà Frediano, figlio di un re, in Italia ci venne per visitare Roma. Sulla strada del ritorno decise di fermarsi nell’eremo di Monte Pisano a pregare. Presto tra Pisa e Lucca si sparse la sua fama di santità, tant’è che tra un miracolo e l’altro i fedeli decisero di eleggerlo vescovo di Lucca. Uomo di grande capacità e conoscenze tecniche (aveva studiato idraulica), contribuì alla bonifica di vaste zone. La sua opera più celebre è quella di aver deviato il corso del fiume Serchio, allora affluente dell’Arno, per far sì che le frequentissime inondazioni cessassero. Un leggenda narra che vi riuscì segnando il nuovo letto del fiume con un rastrello, riuscendo in un’impresa che da anni gli abitanti del luogo tentavano senza successo. Per questo, il simbolo di Frediano è il rastrello e il santo è invocato contro le inondazioni. La sua festa è 18 novembre.

I Santi avvertono dunque che questo è il periodo delle piogge intense, così come i proverbi. Uno su tutti, il ferrarese: Tré pióv fa ‘na fiumàna. (Tre piogge fanno una fiumana), e cioè che le persistenti piogge autunnali fanno straripare canali e fiumi.

Comunque, del tempo cattivo, non ci si può troppo lamentare, come ricorda questo proverbio bolognese: S’agni fòss la stasàn catîva, an s’acgnusaré qualla bôna. (Se non ci fosse la stagione cattiva, non si riconoscerebbe quella buona).
E se proprio la pioggia non cessa, si possono invocare i nostri Gregorio e Frediano.

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