Nel lunario San Mamerto, le Rogazioni e le previsioni del raccolto

Agri 1018_20140510_Tranche 03-1Il santo di oggi, Mamerto di Vienne, arcivescovo francese del V secolo, è praticamente sconosciuto, anche se ha il merito – per gli amanti delle tradizioni – di aver introdotto l’uso delle Rogazioni.

Riti caratteristici della Chiesa cattolica, le rogazioni sono preghiere, atti di penitenza e soprattutto processioni propiziatorie alla buona riuscita dei raccolti.

San Mamerto – festeggiato l’11 maggio – le introdusse nel 474 quando nel Delfinato (regione prealpina della Francia) si abbatterono calamità naturali e un terremoto che distrussero case e raccolti. Mancavano tre giorni all’Ascensione e il Santo, in qualità di vescovo, per placare la mano del Signore chiese ai propri fedeli di pregare, celebrare pubbliche processioni verso le chiese della diocesi e rispettare il digiuno per tre giorni.
Questo articolato rito venne chiamato “rogazione”, dal latino rogatio, (preghiera, richiesta).

Nacquero così le “Rogazioni minori” – o litanie minori – che coincidono con i tre giorni precedenti la solennità dell’Ascensione (che cade 40 giorni dopo Pasqua), e dunque si svolgono il lunedì, martedì e mercoledì precedenti il giovedì dell’Ascensione.

Le Rogazioni maggiori, invece, non sono opera di Mamerto, e benché abbiano la benedizione di diversi papi, hanno origini precristiane. Si celebrano il 25 aprile, data nella quale si praticavano i riti dell’Ambarvalia: processioni propiziatorie per il buon esito dell’annata agraria. Papa Liberio (IV secolo) le trasformò in rito cristiano e successivamente papa Benedetto XIV (18° secolo), stabilì che fossero “preghiere adatte a difendere la vita degli uomini dall’ira di un Dio che c’impaurisce in ogni luogo”, con l’obiettivo di “allontanare i flagelli della giustizia di Dio e di attirare le benedizioni della sua misericordia sui frutti della terra”.

Comunque sia, per le Rogazioni minori si ripetevano queste processioni nelle campagne, con itinerari differenti, per tre giorni. Dalla mattina alla sera, campo per campo, il sacerdote ripeteva volgendosi ai quattro punti cardinali, le frasi di rito: A fulgore et tempestate, A flagello terremotus, A peste fame et bello (guerra). Frasi alle quali i fedeli rispondevano:”Libera nos Domine”.

Nei giorni delle Rogazioni minori si facevano anche previsioni per i futuri raccolti: il lunedì si traevano i pronostici per il raccolto di ortaggi e uva, il martedì per il grano e il mercoledì per il fieno. Se in tal giorni il tempo era inclemente, così sarebbe stato il raccolto, viceversa, con tempo soleggiato: raccolti abbondanti.

Se quest’anno volete provare, i giorni buoni sono da lunedì 26 a mercoledì 28 maggio o, dato che ora l’Ascensione si festeggia la domenica più vicina al giovedì deputato (quest’anno il primo giugno), da giovedì 29 a sabato 31 maggio.

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