Nel Lunario Santa Elisabetta di Portogallo e Santa Maria Goretti

Agri 974_20130706_Tranche 03Questa settimana abbiamo due sante, diversissime tra di loro, ma che dovettero entrambe, loro malgrado, decidere del proprio futuro a soli 12 anni.
L’epilogo fu molto diverso, come vedremo, ma sia santa Maria Goretti, martire a 12 anni, sia santa Elisabetta del Portogallo, regina a 12 anni, sono per i fedeli esempio di virtù, coraggio e fede.
Santa Maria Goretti nacque a Corinaldo, vicino ad Ancona, nel 1890. Di famiglia contadina, poverissima, si trasferì in Agro pontino con i genitori e i cinque fratelli per cercare una vita migliore. La malaria si portò presto via il padre e i Goretti andarono a vivere con la famiglia Serenelli, anch’essa in gravi difficoltà economiche.
Ancora una gracile bambina, Maria venne molestata dal secondo genito dei Serenelli, Alessandro, un ventenne che già aveva dato segno di squilibri mentali.
In un giorno d’estate, tre mesi prima di compiere i 12 anni, Maria vene attirata con l’inganno da Alessandro Serenelli che, dopo aver tentato di violentarla, non riuscendovi per la reazione di Maria, la colpì più volte con un punteruolo.
Portata in ospedale a Nettuno, la giovane morì il giorno seguente per un’infezione conseguenza delle ferite.
Maria Goretti, che si ricorda il 6 luglio, è da allora presa a simbolo della purezza e della fede.
Curioso anche l’utilizzo dell’immagine della santa da parte del fascismo prima e del comunismo dopo. Nel Ventennio il Fascio tentò con successo di farne un’icona del popolo rurale, impegnato allora nella bonifica dell’Agro pontino, poi furono i comunisti che con l’allora giovanissimo Enrico Berlinguer la proposero come esempio da imitare per le giovani militanti comuniste. Fu l’avvento del femminismo a farle in parte perdere la popolarità, dato che la sua immagine era troppo legata a una visione tradizionale della donna: casta, votata alla maternità e al lavoro domestico.
Maria Goretti è la patrona di Latina e dell’Associazione Cattolica internazionale per la Protezione della giovane e delle Ragazze del Centroamerica.
Elisabetta del Portogallo nacque in Aragona nel 1271 e morì in Portogallo nel 1336. Figlia del re di Spagna Pietro III, fu data in sposa a soli dodici anni al re del Portogallo, Dionigi. Con la sua opera, sostenuta da una grande fede, appianò i dissidi sorti tra i reami di Portogallo, Castiglia e Aragona.
Tra i suoi miracoli più celebri, l’aver separato con una barriera luminosa scesa dal cielo gli eserciti già schierati del marito Dionigi e del figlio – e futuro re – Alfonso IV l’Ardito, in lotta per la successione.
Alla morte del marito si ritirò come terziaria nel convento delle clarisse a Coimbra, pur proseguendo con amore a ripianare i dissidi tra gli eredi al trono, dal figlio legittimo a quelli illegittimi avuti da re con altre donne. È la patrona di Saragozza, il suo simbolo è il rosario, e si festeggia l’8 luglio.

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