Nel lunario santa Rosa, le sfogliatelle e il linguaggio dei fiori

rosa rossaNel Lunario di oggi una sola Santa: Rosa da Lima. Peruviana d’origine spagnola, nacque e morì a Lima, a soli 31 anni, nel 1617.
Fin da giovanissima condusse vita di mortificazione imitando santa Caterina da Siena. Come lei fu terziaria francescana. Mistica, sopportò atroci sofferenze fisiche e psichiche.
Visse a lungo in una cella, nel giardino di casa: fredda d’inverno e afosa d’estate, assediata dalle zanzare, alternando alla preghiera lunghi digiuni, autoflagellazioni e veglie, subendo continuamente visioni e vessazioni diaboliche. Nel canonizzarla, Clemente IX la chiamò il primo fiore di santità dell’America. È la patrona di Lima e del Perù. Il fatto che sia patrona dei fiorai e dei giardinieri ha diverse motivazioni: Flores, il nome di battesimo; Rosa, quello da religiosa e infine il miracolo raccontato dai biografi che vuole la sua culla circondata da rose per mano del Signore, quando aveva solo tre mesi. Si festeggia il 23 agosto e il suo simbolo è, ovviamente, la rosa.

Santa Rosa, oltre ad essere un simbolo di fede e ricordata quale prima santa americana, ha dato il suo nome a un dolce famosissimo: la sfogliatella napoletana, chiamata dai più, appunto, santarosa.
Il motivo di tale nome è che il dolce venne inventato nel ‘600 nell’omonimo convento di Conca dei Marini, in provincia di Salerno, sulla Costiera Amalfitana. La base del ripieno era inizialmente costituita da semola, latte, zucchero e frutta secca rigenerata nel rosolio. Intorno, la pasta sfoglia o quella frolla. Al dolce fu data la caratteristica forma del cappuccio monacale.
A Conca dei Marini continua a tenersi annualmente una sagra dedicata alla santarosa, con la distribuzione di migliaia di questi dolci prodotti da pasticcerie locali. Oggi il ripieno è formato da semolino, ricotta, canditi, uova, aroma di cannella e zucchero; la sfoglia esterna è riccia e guarnita con crema pasticciera e amarene sciroppate.

Per finire, e rimanere in tema di rose, un piccolo sguardo al significato che questi fiori hanno, variabile in base al colore dei petali.
In generale la rosa è il simbolo della grazia e della bellezza: quelle con i petali bianchi rappresentano la purezza; le rose gialle, la gelosia ma anche il tradimento; quelle giallo chiaro, titubanza in amore e richiesta di conferma; le rosa con i petali rosa, indicano ammirazione, felicità, tenerezza, gratitudine; con i petali arancio, il fascino; la rosa rossa – un classico – è messaggera di un amore passionale e travolgente. Il rosso rappresenta il colore dell’amore, della vita, del sangue e del fuoco. Per finire, la rosellina selvatica: da petali caduchi e dal colore rosa, è simbolo dell’innocenza.

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