Nel lunario sant’Anna e san Gioacchino

LUNE_Malossini_20140726 x AGRI-1Anna e Gioacchino, festeggiati il 26 luglio, sono universalmente riconosciuti come i genitori della Vergine Maria. Il culto comparve già nel VI secolo ed è tuttora molto sviluppato, nonostante la Chiesa cattolica abbia a lungo atteso ad approvarlo, dato che, di Anna e del marito, non c’è traccia nei vangeli canonici. I due Santi genitori di Maria compaiono invece nel protovangelo di Giacomo, ritenuto apocrifo, cioè documento “tenuto nascosto” in quanto portatore di tradizioni contrastanti a quelle corrette.
Comunque sia, Anna, in particolare, è da secoli venerata e patrona di molti mestieri appartenenti all’ambito delle sue funzioni di madre: lavandaie e lavandai, fabbricanti di calze, merletti e guanti, ricamatrici, sarte e commercianti di biancheria.
È invocata anche per ottenere una morte buona dai moribondi; a questo proposito pare che Gesù Bambino le rimase vicino al momento della morte, risparmiandole gli spasmi dell’agonia.
Il patronato sui minatori è da ricercarsi nella credenza che questa categoria porti alla luce le ricchezze nascoste nel seno della terra, così come Anna mise al mondo Maria, il bene più prezioso. Non a caso molte miniere e località minerarie hanno preso il nome da Anna, la più celebre delle quali è Annaberg, in Germania.
Per avere generato la Vergine Maria, benché sterile e avanti con gli anni, è invocata nei casi di parti difficili dalle partorienti, contro la sterilità coniugale, nonché come protettrice della maternità, delle puerpere e delle madri di famiglia.
Il patronato sugli ossessi, infine, è invece da attribuire ad una convinzione diffusasi intorno al XV secolo, cioè che gli ossessi trovassero beneficio ad essere bagnati con «l’Acqua di sant’Anna».
Ho cercato a lungo la “sorgente” di questa miracolosa acqua, ma non ne sono venuto a capo. Molti parlano di fonti dedicate alla Santa, ad iniziare da quella di una nota acqua minerale che sgorga nelle Alpi Marittime. Spesso l’acqua di sant’Anna viene per tradizione attinta da fonti prossime a cappelle o chiese dedicate alla Madre di Maria, come ad Altofonte (Palermo), o in occasione della sua festa.
Molto curiosa la coincidenza che sotto la Chiesa di sant’Anna di Gerusalemme, nel 1888, siano state scoperte due grandi piscine risalenti al I secolo a.C. Una di queste, chiamata Piscina di Betzaeta o Probatica, viene nominata nei vangeli quale luogo in cui è avvenne il miracolo di Gesù a favore di un paralitico. La stessa piscina nel protovangelo di Giacomo viene collocata proprio a fianco della casa nella quale vivevano Anna e Gioacchino. Sarà un caso, ma forse per trovare l’Acqua di sant’Anna basta andare dove Anna visse e dove oggi si trova una delle più importanti chiese a lei dedicate.
A confermare l’indissolubile legame tra Anna e l’acqua, ci sono tanti proverbi. Comunissimo il detto A sant’Anna l’acqua è meglio della manna, proverbio che ricorda che l’acqua in questa stagione è preziosissima per le colture agricole. Più criptici il brianzolo Sant’Anna la vòr on mòrt ne la fontana. (Sant’Anna vuole un morto alla fontana), e il piemontese Par sant’Ana l’àcua dal laag l’ingàna. (Il giorno di sant’Anna l’acqua del lago inganna), detti che indicano entrambi quanto sia pericoloso fare il bagno in occasione di questa festa. Dunque, se siete posseduti, bagnatevi con l’acqua di sant’Anna, ma non che vi venga in mente di farvi una bella nuotata per la sua festa, il 26 luglio.

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