Nel lunario Sant’Eleuterio il benefattore dei buongustai

Agri 1020_20140524_Tranche 03-1Il santo di oggi può essere considerato il benefattore dei buongustai cristiani. Sant’Eleuterio, il 13° papa della Chiesa cattolica, ha infatti il merito di aver stabilito, nel secondo secolo dopo Cristo, che per i Cristiani non ci fosse nessun cibo proibito. Una regola che differenzia i Cristiani dai fedeli di tutte le altre religioni.
Sì, anche i Cristiani, dai cattolici ai protestanti fino agli ortodossi, hanno delle regole, ma non esistono proibizioni a prescindere.
Si dice che Eleuterio fosse di origine greca ma di certo si sa ben poco, se non che morì nel 189 a Roma e che, oltre ad aver dato il via libera ai fedeli a proposito di cibo, stabilì che la Pasqua andava festeggiata di Domenica.Per la cronaca, la ricorrenza di Eleuterio è il 26 maggio e il suo nome significa “uomo libero”.
Se i Cristiani non hanno limiti nel cibo, i fedeli delle altre religioni li hanno eccome.
Partiamo dagli Islamici. Niente carne di maiale e derivati, compresi salumi, insaccati, grassi e gelatine. Proibita pure la carne di animale trovato senza vita e, soprattutto, quella non macellata secondo il rito islamico (uccisione halāl= giusto). Proibiti anche pane e dolci contenenti strutto o alcolici. Tra le bevande, stop a quelle ottenute per fermentazione (vino, birra). Infine, gli islamici dovrebbero mangiare con la mano destra, mano dalla quale si deve iniziare il rituale lavaggio prima di toccare cibo.
Per gli Ebrei le regole sono tante e complicate. Proibiti la carne di maiale, di animali che non abbiano lo zoccolo tagliato (come il coniglio) e tutta la selvaggina. Tra gli uccelli sono permessi solo il pollo, il tacchino, l’oca. Tra gli animali acquatici, vietati quelli che non hanno pinne o squame (come gamberi e anguille). La carne va comunque macellata seguendo le regole shechità. E dev’essere, come ogni cibo, kasher (giusto). La regola più curiosa è quella che non si possono consumare nello stesso pasto, carni e latticini. Mai cuocerli insieme, consumarli nello stesso locale o usare le stesse stoviglie per cucinarli. I formaggi, inoltre, non devono essere ottenuti con caglio animale.
Gli alcolici sono consentiti, ma solo se preparati rispettando determinate regole.
Per i Buddhisti c’è una certa libertà, e le regole sono riservate solo agli integralisti, i quali non mangiano carne (sono praticamente vegetariani). Comunque sia, per tutti, mai mescolare carne con i legumi (tipo fagioli con le cotiche). Proibite – per gli integralisti – pure le bevande alcoliche.
Gli Induisti generalmente non possono cibarsi di carne, anche se le deroghe sono tante e di fatti differenziano i gradi sociali: i più puri (i bramini) sono vegetariani, mentre i ceti bassi non hanno limitazioni se non, come tutti, di cibarsi di carne di vacca. Alcool concesso ad esclusione dei bramini.
Tornando ai Cristiani, nessun divieto, ma attenzione al calendario: mai carne e insaccati nei Venerdì di Quaresima, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.

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