Nel Parco del Secchia ingegneria naturalistica per riqualificare le zone umide

La bonifica si pone sempre più al servizio dell’ambiente, adottando tecniche di ingegneria naturalistica in zone di interesse comunitario. Questa la sintesi dalla collaborazione tra il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale con il Parco Secchia.
“Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – spiega Marino Zani, presidente – percorre gli indirizzi delle politiche agricole comunitarie e nazionali, dove la tutela e la conservazione dell’ambiente sono concetti fondamentali. Tra i risvolti di queste opere: un migliore equilibrio ambientale tra opere dell’uomo e flora e fauna”.
“Le opere – aggiunge Domenico Turazza, direttore – riguardano interventi di riqualificazione delle zone umide e dei corridoi ecologici nella media e bassa pianura. Gli interventi sono finanziati della Regione Emilia Romagna nell’ambito del Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile, annualità 2008 – 2010. Si tratta di interventi che dimostrano la forte valenza ambientale delle opere di bonifica, particolarmente significativa in un contesto fortemente antropizzato come quello della pianura padana.”
“Di particolare rilievo – spiega Aronne Ruffini, dirigente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – sono i lavori realizzati sulla cassa di espansione di Cà de Frati, a rio Saliceto (realizzata per la laminazione delle piene del Cavo Tresinaro), dove, per il consolidamento delle frane che mettevano a rischio la tenuta degli argini, sono state impiegate tecniche di ingegneria naturalistica. La zona è tutelata in quanto area Zps (zone di protezione speciale), pertanto a elevato valore paesaggistico e naturalistico. Esiste quindi la necessità di realizzare opere a basso impatto ambientale impiegando materiali naturali come il legno e la vegetazione arbustiva”.
Altro significativo intervento ha riguardato la cassa della Capanna a Castelnovo Sotto. “Abbiamo realizzato una zona umida – prosegue il dirigente – per l’incremento della biodiversità e per favorire la riproduzione di uccelli, piccoli mammiferi, anfibi, rettili e insetti. Si procederà inoltre alla creazione di un’area ‘a cariceto’ e saranno piantati dei salici di diversa varietà per ottenere un vivaio nel quale poter reperire talee per interventi futuri. L’area potrà inoltre essere utilizzata per scopi didattici e culturali. Sempre per la valorizzazione ambientale dei canali di bonifica si procederà alla realizzazione di siepi arbustive e arboree lungo le banchine”.
Ben 250.000 euro l’importo delle opere attualmente in corso.

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