Nella Giornata della Terra Confagricoltura lancia un piano di forestazione

Confagricoltura sviluppa un capillare piano di forestazione nel quarantennale dell’Earth Day, il grande happening mondiale in difesa della Terra nato nel 1970, quando 20 milioni di cittadini statunitensi risposero all’appello del senatore democratico Gaylord Nelson, dando vita alla prima manifestazione per la tutela del Pianeta. In occasione di questa quarantesima ‘Giornata della Terra’ l’obiettivo di Confagricoltura e’ quello di sottolineare l’inscindibile relazione tra agricoltura e ambiente, organizzando la messa a dimora di 5 milioni di alberi per rilanciare il ruolo di boschi e foreste in tutte le loro funzioni positive: dalla fissazione del carbonio, alla tutela della biodiversita’, alla conservazione della qualita’ del paesaggio, al contenimento del dissesto del territorio. A proposito di quest’ultimo punto lo stato di sicurezza idrogeologica del Paese e’ notoriamente allarmante: il 60% dei Comuni corre rischi molto elevati e negli ultimi 90 anni, si sono registrate ben 5.000 grandi alluvioni e 12.000 frane (in media un episodio ogni giorno e mezzo). Il piano di Confagricoltura intende appunto ricostituire il potenziale forestale nelle aree piu’ danneggiate per prevenire il ripetersi di questi drammatici fenomeni. Aspetto altrettanto importante del piano e’ l’effetto positivo sull’ambiente dato dalla capacita’ delle piante di assorbire ossido di carbonio. La selvicoltura e’ indubbiamente il settore che ha le maggiori potenzialita’ per attenuare il cambiamento climatico, a dimostrarlo c’e’ il fatto che ogni albero consente di eliminare, nel corso della sua vita, circa 700 chili di CO2 atmosferica. In totale si pianteranno nuovi boschi per 15.040 ettari, un passo di grande importanza per impiegare parte di quella superficie potenzialmente utilizzabile per la forestazione, che, in Italia, si stima pari circa a 2.000.000 di ettari. Le specie di piante utilizzate per dar vita a nuovi boschi terranno conto della ”Carta Fitoclimatica” delle varie regioni, assicurando l’uso di alberi idonei alle caratteristiche climatiche e pedologiche locali. La scelta privilegera’ anche alberi in grado di svilupparsi nel tempo senza richiedere interventi particolari di cura e manutenzione (a seconda delle zone leccio, quercia da sughero, pino mediterraneo, castagno, rovere, carpino, acero, faggio), mentre nelle zone più umide pianeggianti si darà spazio alla pioppicoltura. (ANSA).

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