Nella nuova Italia turistica innovazione fa rima con tradizione

Quella che chiedono all’unisono gli stranieri non è un’Italia più tecnologica, ma più rispettosa delle proprie radici e del proprio ambiente naturale.E vanno a nozze con l’enogastronomia.
Pur sottolineando che “Internet è un servizio davvero indispensabile” nel 74,82 per cento dei casi, i tour operator esteri specializzati nella vendita del Prodotto Italia, lanciano quest’anno attraverso l’Osservatorio Buyer TTG un messaggio forte e inequivocabile: avere la capacità e la volontà di innovarsi è molto importante per il 59,90 per cento degli intervistati, ma non è l’implementazione delle tecnologie applicate ai servizi che ci aiuterà a guadagnare terreno nell’universo competitivo globale e globalizzato.
L’indagine dell’Osservatorio Buyer TTG – basata sulle interviste somministrate a circa 600 tour operator che vendono il Belpaese nei cinque continenti – consiglia invece di concentrare l’attenzione su una “maggiore preservazione di tradizioni, cultura e luoghi” (48,56%), una più mirata “valorizzazione dell’Italian Style” (38,13%), e un più forte “rispetto per l’ambiente” (36,33%), inteso come utilizzo di alimenti a km 0, ecosostenibilità, risparmio energetico. La richiesta per una “maggiore tecnologia applicata ai servizi”, si posiziona infatti in coda, con il 28,06% delle richieste.
L’Italianità resta, insomma, secondo i turisti stranieri, l’elemento forte e caratterizzante della nostra offerta. Il vero asso nella manica, che non possiamo trascurare. Come invece, fanno notare, è stato fatto nelle strutture ricettive, alle quali viene ora chiesto di tornare a valorizzare l’Italian Style, anche attraverso una maggiore cura dell’offerta enogastronomica tipica. Il 54,32 per cento delle risposte è infatti in questa direzione, mentre il 14,75 per cento suggerisce la filodiffusione di musica tipica della tradizione italiana, inclusa quella operistica, e il 13,67 per cento chiede invece la presenza, nei locali comuni destinati agli ospiti, di una piccola biblioteca con libri di letteratura e storia locale.
Dati che suggeriscono una precisa direzione, verso una tipicità rivisitata in chiave contemporanea. Laura Rolle, specializzata in semiotica del marketing applicato al turismo, commenta così i dati emersi. “Innovare oggi è soprattutto una questione di pensiero; provare a immaginare che chi viene a visitare un luogo vuole sentirsi parte di quella comunità e di quel territorio. E’ da qui che parte l’innovazione vera: nelle relazioni, nei servizi e nei prodotti. La ‘nuova Italia turistica” che cercano gli stranieri, insomma, pare fondarsi soprattutto sulla capacità di recuperare e re-interpretare l’autenticità dei luoghi, non solo in termini di produzione locale, ma anche e soprattutto in termini di capacità di esprimerne lo spirito”.
Complice forse anche la crisi, il turista sembra avere riscoperto il bisogno di un “senso della misura” e di “equilibrio”, che stanno alla base di un ritrovato senso del bello. “Un bello – puntualizza Rolle – inteso secondo il principio più classico ‘kalos kai agathos’, dove ciò che è bello esteticamente deve essere anche buono, giusto ed etico.

A supporto del panorama delineato dall’Osservatorio Buyer TTG, il Forum prevede anche il contributo di IS.NA.R.T., che porta in anteprima a TTG Incontri l’ aggiornamento semestrale sulla capacità di innovazione delle imprese ricettive italiane, puntando l’attenzione su: presenza online, online booking, intercettazione e gestione della domanda via web, sostenibilità e qualità.
E poiché la capacità di innovazione di aziende e territori turistici si misura anche in base alla volontà di rendersi accessibili a tutti, I’Osservatorio Buyer TTG e IS.NA.R.T. forniranno un ulteriore approfondimento sul tema del turismo per le persone con disabilità: servizi, dotazioni, sensibilità, attenzione, principali elementi di criticità sui cui è urgente intervenire.

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