Nella nuova puntata di “Con i piedi per terra”: la storia della meccanizzazione, la cucina romana, l’emergenza kiwi e le potenzialità del biogas

Parte da Roma la trasmissione settimanale in onda in prima visione tv sabato 12 giugno alle 12.30 su Telesanterno , che poi torna martedi sera alle 21 in prima serata.
Roma capitale che celebra i 150 anni dell’Unita’ d’Italia in mille modi, con isole tematiche che dal Vittoriano arrivano fin nel cuore di Villa Borghese. In particolare seguiremo la rassegna sui 150 anni della meccanizzazione agricola allestita nella cornice di Valle Giulia, presso l’Accademia di Romania, curata da Unacoma (Unione nazionale costruttori macchine agricole) ed Enama (Ente nazionale per la meccanizzazione agricola), in collaborazione con il MiPAAF. Una mostra (visitabile fino al 3 luglio) che racconta un secolo e mezzo di storia tra meccanizzazione, alimentazione, bonifiche, ruolo della donna, con foto , esemplari storici, e un filmato, che inizia proprio cosi’…” Sono trascorsi 150 anni da quando due inventori,Eugenio Bersanti e Felice Matteucci presentarono presso l’accademia nazionale dei georgofili a Firenze,il brevetto per un motore a scoppio destinato ad essere impiegato in agricoltura…”
Per documentare il ruolo dell’industria meccanica italiana nello sviluppo dell’economia del Paese, la rassegna presenta dai prototipi della metà dell’800 alle semoventi dei primi del ventesimo secolo, dalla conversione dell’industria bellica in industria della meccanizzazione agricola nel secondo dopoguerra fino alla diffusione delle macchine su vasta scala iniziata negli anni ’70 e alle nuovissime tecnologie informatiche e satellitari che caratterizzano i mezzi più recenti. Nell’area all’aperto sono esposti alcuni modelli di trattrici di ultima generazione affiancati a due esemplari storici, un Bubba del 1935 e un Orsi del 1938 , cosi’ i costruttori italiani hanno scritto nello stesso tempo la storia dell’industria e quella dell’agricoltura, accompagnandola con un lavoro di progettazione, sperimentazione, sviluppo tecnologico E’ questa tra l’altro la stagione, in cui l’Unione nazionale costruttori macchine agricole Unacoma ha concluso il processo di rinnovamento dei propri assetti istituzionali con la trasformazione da Associazione in Federazione, per autonomia, operativita’,rappresentanza.
Sempre da Roma, una bella storia di fornelli e di passione, con la storica Trattoria delle Corse; a fine ‘800 era una tipica fraschetta con possibilità di sosta e cambio cavalli; oggi, pur essendo nel nuovo millennio, si possono trovare sapori di un tempo con piatti tipici della cucina romanesca e un’ottima lista dei vini. Approdo ideale negli anni cinquanta delle scampagnate fuori porta, la Trattoria delle Corse, vede anche una bella storia di famiglia: i Salvi, una delle tante dinastie che da Amatrice arrivarono a Roma per gestire trattorie e osterie. Adele, la regina dei fornelli, e il marito Antonio con i cinque figli, hanno creato quello che oggi Ezio e Luigi hanno fatto diventare uno dei locali più importanti e tipici di Roma. Dai bombolotti all’amatriciana, agli spaghetti alla gricia, dai tagliolini a cacio e pepe a pasta e fagioli, poi la coda alla vaccinara, la trippa alla romana, l’abbacchio e l’immancabile pecorino romano con tanto di prosciutto d’Amatrice igp tagliato a mano.
Dal Lazio all’Emilia Romagna, per una storia comune che passa anche attraverso il Piemonte, le tre regioni italiane maggiori produttrici di Kiwi: l’emergenza batteriosi, malattia che sta mettendo in ginocchio una delle coltivazioni più pregiate e redditizie della frutticoltura italiana. C’e’ grande preoccupazione tra i produttori, costretti a bruciare le piante colpite perché non esistono altre possibilità per contrastare il batterio e impedire che si diffonda. In questi giorni le regioni interessate dall’emergenza hanno incontrato il ministro delle politiche agricole Saverio Romano per chiedere l’apertura di un tavolo nazionale e mettere a punto una cabina di regia coordinata. Una precisazione: i frutti del kiwi sono comunque sani e ottimi, essendo il batterio solo una malattia della pianta che non incide sulla qualita’ dei frutti della coltivazione.
Da Ferrara a Molinella, per un progetto europeo sul biogas e per la visita a uno dei 4 impianti regionali monitorati dal Crpa, centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia, nell’ambito del progetto SEBE, finanziato dall’Unione Europea: dal biogas, all’utilizzo agronomico del digestato, ovvero la quota residua di prodotto non trasformata, le cui caratteristiche ne fanno un ottimo fertilizzante per i terreni al posto del concime di sintesi. Qualche numero: sono circa 319 impianti di biogas di cui 273 operano con effluenti zootecnici, colture energetiche e sottoprodotti-residui agroindustriali Negli ultimi tre anni il settore del biogas si è diffuso soprattutto nelle regioni della Pianura Padana ed è cresciuto, passando da 154 a 273 impianti funzionanti per un totale di 140 MWe installati.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.